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"Corpo Estraneo" installazione di Marilena Pitturru a Cagliari

L'artista riflette e lavora sull’angoscia, sul senso di inadeguatezza che nasce quando una donna affronta una mutazione degli organi genitali

Cagliari » Sede "Spazio e Movimento"
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Gianfranco Ghironi

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577 eventi pubblicati

Sentire il proprio corpo estraneo, non riconoscerlo, cercando con tutte le forze di dominarne il distacco. Marilena Pitturru riflette e lavora sull’angoscia e sul senso di inadeguatezza che nasce quando una donna affronta una mutazione degli organi genitali. Creando una transizione, identifica nel dolore legato al fenomeno delle mutilazioni genitali femminili, il dolore universale delle donne che, in diverse situazioni e per diverse cause, affrontano uguale patema.

Le installazioni realizzate dalla Pitturru sono tutte inedite e partono da un filone di ricerca iniziato nel 2015.


L’artista sceglie materiali ormai declassati allo stato di scarto, operando tramite un processo di selezione e unione in cui manipola la materia fino ad arrivare all’esteriorizzazione del dolore. Frammenti di tessuti, reti e fili metallici, tubi, plastica, teglie, specchi, sono parti di oggetti intrisi di storie passate, lavorati e assemblati in piccoli ecosistemi il cui fulcro è la vulva, cioè l’organo genitale femminile.

La trama dei fili disegna cuciture, nodi e reticoli, spazi aperti che lottano per preservare la loro libertà. Quei frantumi di specchio introducono la figura dello spettatore a confrontarsi con questi microcosmi. Utilizza diverse tecniche prendendo spunti anche da arti, come il ricamo, un tempo praticate solo in ambiti minori.

Sui tessuti ottiene effetti cromatici utilizzando sostanze inusuali come l’aloe. Tra le opere l’artista comprende anche un’installazione video, realizzata per la prima volta come opera performativa: smaterializzata dietro un copioso mantello, lascia che siano la voce ricca di pathos e la maschera che indossa, simbolo di un dolore universalmente umano, a veicolare l’urgenza della riflessione. Il fare artistico della Pitturru è contraddistinto da una processualità tecnica che conferisce a materiali non convenzionali carattere formale e semantico. La scelta del materiale povero e di riuso - nota ormai distintiva nelle operazioni dell’artista - avvalora la sua abilità manuale e immaginifica, nonché la sua capacità di trasferire il bagaglio mnemonico di ogni oggetto all’opera realizzata.

La Pitturru in questa fase acuisce il senso sociale della sua ricerca, operando sulla predisposizione ricettiva del fruitore: richiama quella condizione femminile non scelta, quella sensazione di impotenza derivante dall’essere costretti a vivere come un soggetto passivo. L’analisi di questa limitazione la porta a sentire come necessaria l’appropriazione del senso di autodeterminazione, indispensabile alle donne per acquisire il potere decisionale sulla propria vita. L’immagine di questa possibilità è data da quello spazio libero, delineato dai contorni di un’ovale, che nessun filo ha potuto richiudere.

Queste opere sono segni mediati dalla memoria collettiva di donne lontane. Arrivano qua le loro voci, i loro corpi, le loro tradizioni. L’artista sedimenta racconti, parole, immagini, gesti, strumenti, suoni. Li vive nella sua coscienza, interiorizzandoli. Li elabora e li restituisce, infine, alla collettività. Del resto come ben spiega Marina Abramovic “ (…) più guardi dentro te stesso, maggiore è la possibilità che emerga un altro lato di te stessa nel quale la gente possa riconoscersi”.

È questo momento ad abbattere ogni distanza: quella pratica prima sconosciuta nella nostra cultura, eco di tradizioni millenarie e patriarcali, qui è il segno del dolore universale. La voce di tante donne è nella sua voce. Il simbolo delle loro sofferenze è in queste opere. Filo che cuce, unisce lembi perduti, cicatrizza tessuti rimasti. Quella cucitura è oggi l’immagine che la Pitturru sceglie per riflettere su ogni negazione e prevaricazione.

Mostra Installazione e Video: Marilena Pitturru Curatela e Testo Critico: Ivana Salis Supporto tecnico luci: Alfredo Puddu Costume performance: Rosa Pinna,Marilena Pitturru si ringrazia Andrea Meloni Testo e immagine rilevati dal web

ORGANIZZAZIONE

"Spazio e Movimento" di Marilena Pitturru con Efisio Carbone

Sito internet: https://www.facebook.com/spazioemovimento/

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