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Le spiagge, le coste e l'area marina protetta di Oristano

[caption id="attachment_3349" align="alignleft" width="266" caption="Oristano capo San Marco"]Oristano capo San Marco[/caption] La costa della provincia di Oristano si estende per circa 100 Km partendo dalla Marina di Tres Nuraghes a nord fino a sfumare negli stagni di Marceddì e San Giovanni a sud. A splendide spiagge si alternano coste frastagliate e falesie estreme, tutte battute dal maestrale che fa di questo tratto di mare uno tra i luoghi più ambiti per il surf nell'isola. In generale le spiagge della provincia non sono state prese d'assalto come altri posti dell'isola, così se preferite la tranquillità al clamore di zone come la Costa Smeralda o la riviera del corallo, Oristano è il posto adatto a voi.

Nel Montiferru

Il tratto di mare di rimpetto a Tres Nuraghes è in buona parte scosceso e roccioso, le piccole cale, data la loro posizione defilata, rimangono un esclusiva dei locali. Sia Tres Nuraghes che Cuglieri, altro centro costiero'montano, hanno una vocazione tutt'altro che marinara. Cuglieri, in particolare, è un importante centro agricolo, uno tra i più importanti nella produzione di olio di oliva. [caption id="attachment_3351" align="alignleft" width="199" caption="Oristano is arutas"]Oristano is arutas[/caption] Ma è proprio da questo paese che potete raggiungere facilmente Santa Caterina di Pittinuri. Scavato nei calcari, questo tratto di spiaggia è noto anche per la presenza delle rovine della città punico-romana di Cornus. Poco distante, proseguendo verso sud, si trova l'altra borgata marina di S'archittu (l'archetto) che prende il nome dalla meraviglia naturale costituita appunto da un arco scavato nella roccia calcarea dall'azione a tenaglia del moto ondoso. Si presenta come una galleria alta circa sette e profonda diverse decine di metri. Mette in comunicazione il mare aperto con una piccola baia che risulta ben riparata dal vento. S'Archittu è il più grande arco di roccia della Sardegna ed è stato elevato al rango di monumento naturale dall'UNESCO. La costa sabbiosa si estende, più o meno, da Santa Caterina fino a Capo Mannu, dando vita al litorale, probabilmente, più lungo d'Italia. Tutta la costa è formata da bianchissimo calcare, variamente lavorato dall'azione erosiva degli agenti climatici, dando al paesaggio un aspetto quasi lunare. L'arco compare in un film di fantascienza del 1966 intitolato '2 5 missione Hydra' del regista Piero Francisci. S'Archittu e la costa circostante compaiono solo nelle scene finali rappresentando un ipotetico eden extraterrestre

Il deserto di Is Arenas

Proseguendo da Santa Caterina verso Oristano, dopo circa 3 Km, s'incontra sulla destra una stradina bianca che conduce alla spiaggia di Is Arenas. Vi troverete davanti un arenile di 5 Km ed imponenti dune sabbiose alle sue spalle. Per porre un limite all'avanzata di questa distesa sabbiosa, che rischiava di dare vita al primo imponente deserto sardo, è stata creata negli anni '50 la maestosa pineta che se pur stona con la ricca vegetazione a macchia delle zone limitrofe, svolge il suo dovere di contenimento alla perfezione, oltre che fornire un buon riparo dall'inclemenza del sole nei mesi di luglio e agosto. avete un'ottima occasione per fare diving archeologico, davanti alla spiaggia si trova il relitto di una nave di oltre 500 anni, sono ben visibili gli antichi cannoni. Nel 1997 è stato aperto nel vicino comune di Narbolia il nuovo campo Is Arenas Golf & Country Club, da non perdere per gli amanti di questo sport. Ritornati sulla strada principale (la S.S. 292 per la precisione) continuate in direzione sud fino all'incrocio per Putzu Idu, svoltate a destra e proseguite per una decina di Km fino alla cala di Su Pallosu, è una bellissima cala ed è consigliata per le famiglie in quanto i fondali che digradano dolcemente evitano brutte sorprese ai bambini. Non perdete l'occasione di fare una visita alla spiaggia di Putzu Idu, il lungomare ha un aspetto di riviera romagnola anche se alle sue spalle si estende lo spettacolo unico delle saline di Sale Pòrcus, da questa spiaggia partono anche i natanti per l'isola di Mal di Ventre. Area Marina Protetta Penisola del Sinis e Isola di Mal di Ventre Il passaggio dalla costa con sabbia finissima alle falesie di Su Tingiosu, segna il confine tra il Montiferru e al penisola del Sinis la quale dal 1997 è diventata area marina protetta. Istituire quest'area è stato un modo per preservare e regolare lo sfruttamento delle risorse della penisola, così ricca ma anche così fragile, senza peraltro entrare in conflitto con l'industria della pesca che si svolge prevalentemente negli stagni.

La Spiaggia Dei Chicchi Di Riso

[caption id="attachment_3350" align="alignleft" width="266" caption="Oristano is arutas spiaggia"]Oristano is arutas spiaggia[/caption] Le meraviglie che necessitano di protezione sicuramente non mancano in questo angolo di Sardegna, pochi chilometri a sud da Putzu Idu si allunga la spiaggia di Is Arutas, ribattezzata dai locali: 'la spiaggia dei chicchi di riso'. In realtà i chicchi sono finissimi granelli di quarzo, lisci e lucenti formano una soffice distesa che riflette i raggi del sole in maniera caratteristica a seconda dell'ora del giorno. Lo stesso tipo di Arenile si può trovare un po' più a nord nella spiaggia di Mari Ermi o nella spiaggia dell'Isola di Mal di Ventre. E' SVANTAGGIOSO: Cercare di portare via anche solo un po' di granelli di quarzo dall'arenile, per i trasgressori ci sono multe che vanno dai 300 ai 1000 Euro. La vigilanza è molto attiva ed efficiente: occhio ai cartelli!

L'isola di Mal di Ventre e lo scoglio del Catalano

Dell'area marina protetta fa parte anche l'isola di Mal di Ventre (punta emergente del batolite sardo su cui poggiano Sardegna, Corsica ed che un tempo era collegato alla penisola iberica), conserva la stessa macchia mediterranea dell'isola ed è abitata da una gran numero di simpatici conigli selvatici. L'isola, che si trova di rimpetto alla spiaggia di Mari Ermi, è raggiungibile solo in barca dati i circa 4 Km di mare che la dividono dalla costa. Il mare intorno all'isola è caratterizzato da fondali stupendi con vasti tappeti di posidonie, coralli e madrepore, visitati spesso da delfini (tursiopi) e popolata da una gran varietà di pesce in generale. Qualche chilometro in direzione sud dell'isola si trova lo scoglio del Catalano, anche se le acque tutt'intorno a questo filone magmatico sono riserva integrale, poco prima del limite la secca di mezzo offre un'ottima occasione per chi ama le immersioni. Le riserve marine hanno tre livelli diversi di protezione che dividono l'area in zone A, B, C. La seguente legenda può spiegarvi come muovervi agevolmente
  • A: Sono zone di riserva integrale in cui non è consentita alcuna attività, nemmeno la semplice balneazione. Appartengono a questa categoria: - il lato nord occidentale l'Isola di Mal di Ventre, - le acque per un raggio di 1000 m intorno allo Scoglio del Catalano, - tutto il tratto di mare davanti alla scogliera di Su Tingiosu, - il tratto di mare tra Capo San Marco fino alla Torre vecchia, da ambo i lati e fino a 600 m dalla costa - il tratto di mare di Torre del Sevo.
  • B: Sono zone di riserva generale in cui è vietata la navigazione parallelamente alla costa ma sono consentite la balneazione, la pesca con lenza da terra, l'attività esplorativa subacquee (diving), la navigazione e l'attracco in zone specificatamente indicate dall'ente gestore. Appartengono a questa categoria: - la fascia costiera dal limite sud della zona A di Su Tingiosu fino a Su Succu nel Golfo di Oristano (davanti alla laguna di Mistras) con eccezione dei due tratti Di Torre del Sevo e Capo San Marco.
  • C: Sono zone di protezione parziale nonché le più ampie della riserva, è consentita la pesca sportiva e quella professionale compatibile con le finalità dell'area. Sono consentite anche le attività nautiche con limiti e autorizzazioni previsti dall'ente gestore.

San Giovanni di Sinis

E' l'ultimo tratto di Arenile, prima di Capo San Marco che segna l'inizio del Golfo di Oristano, ma la sua estensione è realmente imponente. Frequentatissima dai turisti durante i mesi estivi, negli ultimi anni è stata attrezzata con una serie di chioschi lungo tutto il litorale. A fare le spese del nuovo assetto sono state le Baraccas: casotti dei pescatori costruite in falasco, un erba palustre con la quale vengono fabbricate le altrettanto tipiche imbarcazioni chiamate fassonis. Rimangono in piedi solo pochi esemplari di Baraccas, depositari di un'antica maestria nell'intreccio del falasco, interamente costruiti con materiali del luogo hanno un telaio in tronchi, le pareti e il tetto a doppio spiovente tamponate con falasco posizionato in strati sovrapposti. Facilmente raggiungibile, San Giovanni di Sinis si trova vicino al sito archeologico di Tharros, è molto suggestiva la visione dalla Torre di San Giovanni da cui si vede tutta la penisola e il mare che bagna i due lati di costa.

La Marina di Torregrande

All'interno del golfo di Oristano, quasi a segnare il confine dell'area protetta del Sinis, sorge una Torre spagnola che ha dato il nome alla località. All'arenile di Marina di Torregrande manca senza dubbio dell'aspetto 'agreste' delle altre spiagge del litorale ma non è meno bella. Sicuramente ben attrezzata per quel che riguarda la ricezione turistica ha il tipico doppio volto dei borghi costieri: quasi spettrali d'inverno ma spumeggianti di vita durante l'estate.

Lo Stagno di Marceddì

E' il confine a sud della costa oristanese dopo il quale inizia quella del cagliaritano che praticamente cinge tutto il sud della Sardegna. Questo stagno ha la particolarità di avere un regime d'acqua dolce salmastra, ossia ricevere l'acqua direttamente dal mare e l'unico apporto di acqua dolce, molto più modesto, gli arriva dallo stagno che gli sta alle spalle e con cui comunica: quello di San Giovanni alimentato invece da due modesti rii. Annesso allo stagno sorge il borgo omonimo, un tipico villaggio di pescatori che merita una visita così come la chiesa della Vergine di Bonaria. LA CHICCA: Sta nascendo una nuova forma di Agriturismo che consiste nell'essere ospitati presso le case dei pescatori. Stanno crescendo anche le escursioni che, nel loro itinerario, prevedono una sosta per pranzo presso qualche villaggio dei pescatori, il menù e il servizio non sono tra i più raffinati ma sono una delizia unica. (Piccola società cooperativa pescatori ' ittiturismo- 0783867014-348/3934232).

LA TERRA DEGLI UCCELLI

Nel 1971 la Comunità Internazionale, nell'intento di proteggere aree di particolare interesse naturalistico, si riunì cercando di individuare quali ecosistemi dovessero rientrare in tale trattato. Quella che fu stipulata era la Convenzione di Ramsar che pose sotto tutela gran parte degli stagni dell'oristanese che da soli consistono nei 2/3 delle zone umide protette in tutta Italia. [caption id="attachment_3353" align="alignleft" width="266" caption="oristano porto"]oristano porto[/caption] Gli stagni hanno caratterizzato quest'area sin dall'antichità favorendo i primi insediamenti umani (vedi storia), ma la loro protezione è arrivata al contrario per riparare ai danni che l'uomo ha fatto nei secoli a questi habitat. In queste acque esiste un ecosistema unico con numerose specie dell'avifauna, nidificanti o svernanti in loco, è il posto con la più grande concentrazione di Pollo Sultano di tutta la Sardegna (la specie non è presente nel resto d'Italia), uno dei siti in cui poter avvistare l'elusivo airone rosso, in cui nidifica la rara pernice di mare e in cui il cavaliere d'Italia è di casa. Trent'anni di protezione comunque hanno dato i loro frutti, gli appassionati di birdwatching infatti non troveranno posto nell'isola in cui gli uccelli sono così confidenti, le garzette sornione stanno appollaiate sui paletti dopo battute di pesca rapide ed abbondanti visto l'esuberanza di cibo negli stagni, così come non è difficile vedere una nitticora fare capolino su qualche panchina o magari sulla moto che avete appena parcheggiato in riva allo stagno, è sicuramente un comportamento singolare per un uccello abituato a vivere furtivo in mezzo ai canneti. Non vi è giorno dell'anno in cui non siano presenti centinaia di Fenicotteri Rosa che raggiungono il igliaio durante il mese d'agosto. A volte le piogge anticipate colmano le saline di Sal'e Porcus ed è in quei giorni di fine estate che, se si è fortunati, si può ammirare uno stupendo tramonto con lo specchio d'acqua che si accende del rosso del sole e del rosa dei fenicotteri. Sicuramente non vi servono indicazioni per raggiungere gli stagni, li trovate in corrispondenza delle principali spiagge e dei principali centri. E' VANTAGGIOSO: avere con se la macchina fotografica o una videocamera, vi si potrebbero presentare spettacoli di cui vorrete sicuramente avere un ricordo.

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