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Magnalongadorgalese 2022, 8^ edizione del percorso enogastronomico
Alla scoperta della cucina dorgalese in nove tappe a piedi nella natura
22/05/2022

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Locandina 2022
© Ass. Volo Sportivo Dorgali


Magnalongadorgalese 2022“, 8^ edizione della manifestazione enogastronomica, è in programma a Dorgali domenica 22 maggio lungo nove chilometri a piedi alla scoperta dei piatti tradizionali. Il percorso ad anello della Magnalonga prevede nove tappe con sosta per gustare la varietà di piatti della cucina dorgalese, in un piacevole viaggio tra natura, gastronomia ed enologia.

L’itinerario. Al Galoppatoio comunale di Toloi il punto di ritrovo e partenza di questa ottava edizione. Percorso un breve tratto della strada vicinale che conduce verso il fondovalle, ci si trova a contatto con lo spettacolare mondo dei canyon, il punto di incontro fra imponenti colonnati di basalto e le aspre e boscose creste di calcare che chiudono la valle. È il punto di confluenza del Rio Caddaris con altri piccoli “rios” , corsi d’acqua che insieme si riversano nel più grande Rio Frumeneddu. Immersi in questo spettacolare luogo di scontro e incontro fra ere geologiche, seguendo le antiche vie dei caprari e le “piazze” che accoglievano il frutto del duro lavoro dei carbonai, si procede lungo le sponde di Frumeneddu verso le prime terre coltivate della vallata di Oddoene. Guadato il fiume, si va a scoprire, dopo una breve ascesa, un pianoro toccato dalla storia.

Tracce antichissime di insediamenti umani che risalgono al tardo Neolitico, al tempo epico dei nuraghi e a quello della dominazione romana si svelano, non lontane l’una dall’altra, in una fascia di territorio che si ritiene fosse luogo di vita, di incontri, di traffici commerciali, di scontri , e di sanguinose battaglie. Una domus de jana, tracce di un villaggio nuragico, resti di una tomba dei giganti e di una imponente fortificazione, insieme a significativi segmenti di selciato di una via romana che percorreva la valle sono testimonianze di una antica e importante presenza umana anche in quest’angolo nascosto del territorio di Dorgali. Il percorso riconduce verso il maestoso e profondo canyon di Caddaris e verso coltivazioni e pascoli armoniosamente distribuiti sulle distese basaltiche ai piedi dell’abitato di Dorgali.

L’archeologia. Fra le 50 domus de janas ancora visibili, disseminate in tutta l’estensione dell’agro di Dorgali , la domus di Ala Turpa, angolo nascosto in fondo alla vallata di Oddoene, mostra aspetti architettonici in apparenza comuni alle tante tombe ipogeiche del territorio. Rappresenta invece uno dei rari casi in cui si ha la presenza di un architrave scavato a rilievo in leggera sporgenza che poggia su stipiti ben lavorati, ed è una delle poche tombe a pianta bicellulare. Sulle pareti di basalto si notano evidenti i colpi di piccone con cui fu scavata, segni lasciati dai classici picconi di pietra a forma di mandorla allungata dotati di punta conica modellata, capaci di far saltare anche le schegge della pietra più dura. Il monumento funerario è preceduto da due ortostati che componevano un corridoio dolmenico, davanti a un ingresso a luce rettangolare orientato a Nord Ovest. La domus è composta da due ambienti, una prima cella a pianta semicircolare di ridotte dimensioni con pavimento piano e soffitto inclinato; la seconda è molto più ampia, a pianta semicircolare irregolare, pavimento in pendenza e soffitto inclinato verso il fondo. Come le altre domus presenti nel territorio, anche quella di Ala Turpa è giunta a noi vuota, violata, e non è facile quindi trovarne un chiaro inquadramento cronologico . Solo un attento confronto con domus di territori vicini che hanno restituito corredi ceramici e litici ha consentito agli archeologi di inquadrare anche questo monumento nella cultura neolitica di San Michele e di ipotizzarne un utilizzo ininterrotto fino all’età romana.

La via romana. Lungo il percorso, in prossimità della vallata di Oddoene, emergono significative tracce di selciato composto da lastre di basalto ben allineate, la tecnica di pavimentazione tipica delle strade romane. E’ l’Itinerario Antoniniano dell’età di Caracalla (211 – 217 d.C.) a ricordarci che proprio questi luoghi furono percorsi dalla via romana Caralis – Olbiam per ora, la litoranea tirrenica che, in presenza di tratti costieri particolarmente aspri e rocciosi, doveva inoltrarsi nelle vallate parallele alla costa. L’Itinerario, fra le varie tappe delle quali indica anche la distanza in miglia, colloca in questo territorio – dopo la stazione di Sulcis, riferibile a Tortoli e prima di quella denominata Fanum Carisi nella piana del Cedrino – l’importante vicus romano di Viniolae, in un’area intorno all’attuale abitato di Dorgali. La Caralis – Olbiam, importante collegamento commerciale fra due porti, fu anche via militare destinata a portare i legionari in una regione fieramente ostile a Roma. Superato il valico di Genna Silana, la strada si addentrava nella profonda valle di Oddoene lungo il corso del Rio Frumeneddu e attraversava, prima di ricollegarsi al litorale della Baronia, vasti tratti del territorio dorgalese. Una “ iscala”, un breve valico, e un agevole sentiero collegavano la vallata al monte Tiscali e alla mitica dolina, considerata da autorevoli storici il luogo simbolo della resistenza dei sardi all’invasore romano. Oltre ai brevi tratti di lastricato individuabili in prossimità della valle, non sono visibili altre tracce di romanità, probabilmente cancellate in tempi relativamente recenti da vasti inteventi di bonifica.

Le sponde del fiume. Percorrere i sentieri che si snodano lungo il corso di Frumeneddu sarà una delle esperienze più affascinanti della Magnalonga. Originato da una corona di sorgenti che sgorgano dalle pareti del Supramonte, il Rio Frumeneddu, il “piccolo fiume”, attraversa l’orrida fenditura di Gorropu prima di gettare le sue limpide acque nella valle di Oddoene. Protetto da barriere di ontani e oleandri, lambisce sulla sponda destra vaste terre coltivate a vite e olivo, e sul lato sinistro accarezza il misterioso e affascinante mondo dei boschi sovrastato da ripide falesie di calcare, una realtà ambientale che l’intervento umano non è riuscito a trasformare. Luogo ameno, ricco di spazi ombrosi, di cascatelle, anse e pozze cristalline, ha per secoli placato la sete delle greggi di capre che popolavano le radure del Supramonte. Acque limpide da attingere e portare negli ovili, pozze nelle quali lavare i panni, luogo di pesca di trotelle venate di rosa e anguille, pietanze non usuali per contadini e caprari. Oggi queste rive sono diventate luogo di svago, di escursione, meta turistica per chi cerca natura incontaminata e scenari di grande suggestione. Oggi c’è anche chi definisce Frumeneddu “ l’ultimo fiume” riferendosi alla limpidezza e alla purezza delle sue acque, e c’è chi teme che una eccessiva pressione umana possa contaminarlo, trasformarlo in un corso d’acqua torbida e sporca. Come tanti altri.

I gusti nel percorso, accanto a vini bianchi rosati e rossi di produzione locale e artigianale.
PRIMA TAPPA – Galoppatoio Comunale di Toloi. Registrazione all’INFO POINT e consegna del sacchetto con il calice griffato. Caffè e bistoccu de ou.
SECONDA TAPPA – Cuile Lopez. Antipasti del territorio: salumi misti, olive e tartine con crema di formaggi locali.
TERZA TAPPA – Sa Preda Arva. Ex azienda avicola Melanzane alla boscaiola con moddizzosu.
QUARTA TAPPA – Cucuttu in erva. Belvedere sulla valle. Ravioli di formaggio alla dorgalese.
QUINTA TAPPA – Ala Turpa . Sa conchedda ‘e jana. Salsicce arrosto e sumene.
SESTA TAPPA – Ala Turpa – Cuile Lai. Frue achèda con carasau.
SETTIMA TAPPA – Canyon Caddaris Belvedere. Pecorino fresco in carrozza al miele.
OTTAVA TAPPA – S’Arzola de Istiporo. Ricotta di pecora con noci e marmellata di arance.
NONA TAPPA – Arrivo al Galoppatoio di Toloi. Dolci dorgalesi, caffè e grappa e per chi non è ancora sazio arrosto alle brace di maialetto e agnellone.


Organizzazione

Associazione Volo Sportivo Dorgali
Loc. Biriddo sn
Sito Web
volosportivodorgali@gmail.com info@magnalongadorgalese.it
366 5308584

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Salvatore Fronteddu

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