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NASCE IL MUSEO DART – DOLIANOVA ART TOWER, UN POLO MUSEALE INTERNAZIONALE
Affidato alla gestione di Casa Falconieri apre con ON PAPER IX Amor(e) Lyubov e le opere dell'artista ucraino di fama mondiale Pavlo Makov
Dal 08/05/2022 al 30/07/2022

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Il Dart e alcuni degli artisti
Il Dart e alcuni degli artisti
© Casa Falconieri


Un progetto di largo respiro per un nuovo polo di ricerca museale internazionale in uno spazio architettonico unico e che si fa elemento attrattivo nel territorio del Sud Sardegna: diventa un museo la torre dell’acqua del 1957 che, con i suoi 29 metri, spicca tra le basse case del centro del Parteolla in mezzo al paesaggio di oliveti e vigneti. Domenica 8 maggio, alle ore 11, a Dolianova in via Armando Diaz, aprono le porte del Museo D.AR.T – Dolianova Art Tower. L’Amministrazione comunale ha affidato la gestione a Casa Falconieri, associazione che da oltre trent’anni si occupa di diffondere e attualizzare i linguaggi dell’arte e incisori a livello internazionale.

Gli spazi al piano terra e al primo piano ospitano, sino al 30 luglio, il progetto di ricerca “On Paper IX – AMOR(E)”. Cuore dell’indagine alcune prestigiose opere dell’artista di fama mondiale Pavlo Makov, che sta rappresentando l’Ucraina alla 59esima Biennale d’Arte di Venezia (con l’eccezionale “La fontana dell’esaurimento”), unitamente alle opere degli artisti Rosanna Rossi, Gabriella Locci, Daniela Zedda, Francesco Casu e Zinaida. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comune di Dolianova, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dell’Ambasciata d’Ucraina nella Repubblica italiana. Casa Falconieri si avvale della collaborazione della Scuola di Architettura/DICAAR dell’Università degli Studi di Cagliari con il progetto SYA (Sardinia Young Architects), della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, dell’Ente Concerti Sardegna e, per le nuove generazioni, dell’Istituto comprensivo Pirri 1 e Pirri 2.

Il Dart non sarà solo un centro per l’arte contemporanea ma un luogo di risveglio culturale e di valori comunitari, oltre che un laboratorio museale sperimentale. Nel fitto programma di attività sono previsti spazi musicali, letterari e cinematografici, e incontri su architettura, arte, fotografia e spettacolo. “L’operazione in atto a Dolianova consente alla cittadina di rendersi protagonista quale destinazione turistico-culturale con benefici per la popolazione e per l’intero territorio”, le parole del sindaco Ivan Piras.

“Stiamo creando un luogo dove ci si può incontrare, che valorizzi il mondo dell’arte ma sia anche un centro culturale di inclusione sociale e identitaria, perché l’arte è territorio di dialogo e incontro – spiega per Casa Falconieri Dario Piludu, direttore scientifico del Dart –. Qui, oltre a ospitare opere di grandissima rilevanza, porteremo avanti la ricerca sull’arte visiva contemporanea unendo le realtà artistiche internazionali a quelle nostre e nazionali che inauguriamo con le opere di Makov, impegnato a rappresentare l’Ucraina alla Biennale di Venezia”.

A illustrare il nuovo progetto intitolato “On Paper IX” è l’altra anima di Casa Falconieri, l’artista Gabriella Locci: “Siamo convinti che l’arte dia la possibilità di creare nuovi significati e alternative, più che mai davanti a un futuro ostico se non indecifrabile come il nostro – afferma l’artista –. Proseguiamo quindi la ricerca dal titolo del precedente progetto, Metamorphosis, con una nuova trasformazione: abbiamo estrapolato una parola costantemente urgente nella nostra vita, amor(e), e la riportiamo in altre lingue, compreso in ucraino, dove amore si dice lyubov”.

In mostra le opere di Pavlo Makov, artista che rappresenta l’Ucraina alla Biennale di Venezia 2022 e dall’Italia vive il dolore straziante della situazione di guerra del suo paese, con il pensiero sempre rivolto a familiari e connazionali in pericolo. Con “Big Land Escape” e con “Paradiso perduto” conduce lo sguardo su un mondo sognato, l’Ucraina paese utopico, di cui racconta i legami spezzati. Fa sintesi tra la profondità del pensiero e la sua realizzazione grafica. Il paesaggio risulta sospeso in un ordine geometrico che non trasmette una reale serenità ma invita a una riflessione continua sull’idea del paradiso perduto. L’idea della perdita però contiene quella della speranza in un tempo in cui sarà possibile ritrovarsi.

È uno sguardo dentro le cose, e ancora prima dentro se stessi per attingere speranza, quello delle opere di Rosanna Rossi e Gabriella Locci. Le artiste le realizzarono per il progetto della Galleria comunale di Cagliari nel 1993, anno funestato dai tre terribili fatti di cronaca trattati nell’indagine. Il primo è l’attentato di Cosa Nostra a Firenze, nelle vicinanze della Galleria degli Uffizi, che provocò la morte di cinque persone e il ferimento di circa quaranta. Il secondo in Germania, a Solingen, dove alcuni skinhead appiccarono il rogo alla casa di una famiglia turca provocando il decesso di cinque persone e il ferimento di altre quattordici. L’ultimo riguarda l’assedio di Sarajevo con l’aumento di bombe sganciate anche su strutture civili (numerose le vittime) e l’incendio che distrusse la Biblioteca nazionale e migliaia di preziosi testi.

Ecco che Rosanna Rossi riversa un’immensa vitalità nella grande opera “Firenze, Sarajevo, Solingen”, dichiarando la potenza che solo l’Arte possiede e che diviene speranza. E con l’opera su carta “Voci e suoni segnano con neri graffi il luminoso silenzio – La memoria trema” Gabriella Locci, affronta l’incedere doloroso per poi accompagnare sino a un orizzonte di luce in cui l’umanità può ritrovarsi.

La fotografa Daniela Zedda nelle sue immagini restituisce il backstage di quelle opere realizzate nel 1993 in un bianco e nero delicato e pregnante.

Altra presenza, in contemporanea con la Biennale d’arte di Venezia è l’artista ucraina Zinaida. Nell’installazione multimediale “Without Women” porta all’attenzione una riflessione sul ruolo dominante dell’uomo nella società, documentando in tre video il lavoro dei pastori, le abitudini, la vita isolata di questi uomini e il loro ruolo dominante nella società.

Infine, il flusso temporale è fulcro dell’indagine di Francesco Casu: con il video “Columna florum” evoca lo scandire del tempo che apre spazi di consapevolezza e di meditazione, e diventa un memoriale per i martiri della pace.

Aperture: venerdi e il sabato dalle ore 17,30 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 13,30.

 

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