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Recital di Francesco Libetta al Teatro Massimo di Cagliari
03/04/2015

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Virtuosismi sullo strumento a tastiera e pagine ispirate – con un implicito rimando alle celebrazioni del Venerdì Santo – con il Recital del pianista Francesco Libetta,protagonista venerdì 3 aprile alle 19.00 al Teatro Massimo di Cagliari – nella Sala MiniMax per un nuovo appuntamento con la Stagione Concertistica 2015 degli Amici della Musica,in un raffinato e avvincente gioco di accostamenti e contrasti tra capolavori del Barocco e del Romanticismo e moderne partiture.

Focus sull’arte del pianoforte con un programma decisamente eclettico che si apre con la Seconda Partita corale su Preludi corali di Bach datata 1976 e dedicata ad Arturo Benedetti Michelangeli da Camillo Togni (1922-1993),compositore lombardo,tra gli alfieri della musica dodecafonica in Italia sulle tracce di Arnold Schönberg,e decisamente influenzato in seguito dall’opera di Webern e dalle teorie dello Strutturalismo.

Una preziosa antologia – dal carattere Grave e solenne di “Das Alte Jahr vergangen ist” (Il vecchio anno è passato) al Largo di “Alle Menschen müssen sterben” (Tutti gli uomini devono morire),e ancora la forma dell’Adagio per “Christ lag in todesbanden” (Cristo giaceva nelle bende della morte) alla Fughetta su “Gelobet seist du,Jesu Christ” (Benedetto sei tu,Gesù Cristo) che diventa un Allegro Moderato e per finire – Un poco più Moderato – “Der Tag,der is so freudenreich” (Il giorno che è così pieno di gioia) – in cui note ispirate del grande maestro tedesco rivivono in una trascrizione pianistica di grande bellezza ed efficacia.
La trasfigurazione sonora dei Preludi di Johann Sebastian Bach fa pendant con le Variationen für Klavier Op.27 (1936) firmate da Anton Webern (1883-1945) – nei tre movimenti Sehr mäßig (Assai moderato),Sehr schnell (Molto veloce) e Ruhig fließend (Calmo,Fluente): un’opera emblematica della temperie culturale di inizio Novecento,con l’affermarsi della musica dodecafonica e più tardi del serialismo,dalla rigorosa e insieme affascinante architettura,in cui il nucleo tematico originale viene declinato e moltiplicato in una sorta di esposizione paradigmatica delle possibilità espressive implicite nella visione schönberghiana della pantonalità.
In una perfetta simmetria – orizzontale e verticale – le variazioni che sembrano irradiarsi da un primo cristallo musicale,in una struttura squisitamente speculare nella prima parte,in cui le mani percorrono serie differenti,per poi scambiarle,ottenendo dalla sovrapposizione di originali e retrogradi la sequenza delle dodici note della scala cromatica; mentre il secondo movimento,particolarmente conciso,formato da ventidue battute ribattute due volte,è giocato su sottili equilibri e interne dinamiche,con felice corrispondenza tra pensiero astratto e ascolto concreto; e la terza rappresenta una summa dell’opera,apparentemente nel segno della tradizione,ma attraverso un’originale combinazione degli elementi precedenti,secondo una chiara e imprescindibile estetica musicale.
Il Recital prosegue con un ricordo e un omaggio al compositore e direttore d’orchestra partenopeo Francesco d’Avalos (1930-2014),grande interprete,tra l’altro,del Romanticismo,attraverso l’esecuzione dei suoi Preludî II e IX,quasi un’introduzione alle suggestioni del Widmungsblatt aus Messa in die Parsifal (1881) frutto del soggiorno palermitano di Richard Wagner (1813-1883), che per una felice e non del tutto casuale coincidenza insiste proprio sulle atmosfere del Venerdì Santo.

Tutt’altro registro e carattere squisitamente virtuosistico invece per il celeberrimo Mephisto-Walzer di Franz Liszt (1811-1886) con dedica a Carl Tausig,in cui il mito di Faust,proiezione del dilemma dell’uomo davanti all’ignoto,tra sete di conoscenza e paura della perdizione,ispira il ritmo vorticoso e quasi “diabolico” di una danza travolgente e irrefrenabile. Uno spirito “danzante” affiora anche dalla Suite in Si B (HWV 440) di Georg Friedrich Händel (1685-1759) che si rifà alle metriche tradizionale dell’Allemande – con tempo Moderato,in cui la melodia si dipana su accordi arpeggiati,e della più vivace Courante francese,che lasciano il posto alla solennità di una Sarabande,dove la linea melodica è sostenuta da un basso ostinato,e infine la Gigue,un Allegro,per un brillante e animato finale.

Suggellerà il Recital di Francesco Libetta la splendida Sonata Op. 109 di Ludwig van Beethoven (1770-1827) – con la dedica «dem Fräulein Maximiliana Brentano gewidmet» – articolata in tre movimenti,con l’iniziale Vivace ma non troppo che in parte rispecchia,ma anche tradisce o meglio reinterpreta,la classica forma-sonata; poi il Prestissimo,vivace e impetuoso (che potrebbe essere definito uno Scherzo in forma-sonata) e infine il terzo movimento,con l’indicazione “Gesangvoll,mit innigster Empfindung”,ovvero un Andante molto cantabile ed espressivo (Pieno di canto,con il più intimo sentimento) incentrato su un tema,con sei variazioni,e un andamento circolare che riporta alla melodia iniziale.

Una partitura affascinante,concepita insieme alle due successive in anni di feconda ispirazione per il maestro tedesco,che riprende e reinventa l’idea stessa di Sonata,adeguandola a una mutata sensibilità: la struttura tripartita mette l’accento,dopo la straordinaria sintesi dei primi due movimenti,sulla mirabile formulazione del terzo,in cui il tema,una sorta di “sarabanda angelica”,viene come distillato e via via rarefatto,attraverso la serie delle variazioni,e trasportato in una dimensione più alta,fino a raggiungere il sublime.
Artista eclettico – pianista,direttore d’orchestra e compositore – Francesco Libetta (classe 1968) oltre a confrontarsi con i capolavori della letteratura pianistica,sfogliando le pagine più note e spaziando attraverso i secoli, dai maestri del Barocco alle avanguardie del Novecento,alle partiture contemporanee,ama riscoprire partiture e autori meno frequentati. Tra le sue incisioni,ha fatto storia la prima registrazione mondiale dei 53 Studi di Lepold Godowsky sugli Studi di Chopin. Apprezzato e versatile interprete,già più volte applaudito dal pubblico isolano,nel Recital incastonato nella Stagione Concertistica 2015 degli Amici della Musica il pianista pugliese proporrà uno stimolante gioco di rimandi tra le parafrasi bachiane di Camillo Togni e la dodecafonia di Anton Webern,i Preludi di Francesco d’Avalos e l’opera di Richard Wagner,l’incalzare delle note e l’arte virtuosa di Franz Liszt e le invenzioni melodiche di Georg Friedrich Händel,per approdare al genio di Ludwig van Beethoven e alla sua innovativa trentesima Sonata.

Biglietti: 5 euro
Info: tel. 070.488502 – www.amicidellamusicadicagliari.it

Anna Brotzu

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