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Anziani e Coronavirus: fare chiarezza è necessario e curativo

Il Dottor Paolo Putzu, medico geriatra, ci fornisce una serie di informazioni utili sulla condizione emotiva di molti anziani in queste settimane di emrgenza, insieme ad un decalogo di "sopravvivenza" semplice e sintetico

Alcuni giorni fa è comparso sul web un interessante articolo dal titolo apparentemente semplice “Coronavirus e anziani“, scritto dal Dottor Paolo Putzu, medico geriatra, facente parte dell’Associazione italiana di psicogeriatria.

L’ho raggiunto al telefono perché il contenuto del suo pezzo è niente affatto scontato, anzi, credo abbia aperto una finestra su un tema delicatissimo: quello di vivere l’anzianità in epoca di Coronavirus.

“Dottore, quando ha deciso di scrivere questo articolo?”

“Mi sono messo a scrivere quando ho iniaziato a ricevere diverse telefonate da parte di over 70 in preda a stati d’ansia e preoccupazione, dovuti alla percezione delle informazioni in questi giorni di emergenza, in particolare al passaggio della notizia in TV che continua a dire: Tranquilli, il coronavirus colpisce quasi esclusivamente gli anziani”.

È facile intuire quanto tali affermazioni abbiano potuto accrescere la sensazione di paura e, certo, di solitudine.

Continua il Dottor Putzu: “La situazione emotiva vissuta dalla popolazione senile in queste settimane è figlia dei bollettini giornalieri del commissario per l’emergenza Borrelli, che informa con dati chiarissimi, ma forse ne è discutibile la forma poiché ritorna con: i morti sono quasi tutti anziani affetti da polipatologie e da neoplasie. Inoltre, poi c’è qualcosa di altrettanto pericoloso: sa cos’è l’ageismo?”

“No, dottore”

“L’ageismo è un inglesismo che indica la discriminazione nei confronti di una persona in base all’età, che accentua la paura di sentirsi sacrificabili in caso di necessità.

Mi sono confrontato a lungo sulla sofferta decisione lombarda su chi scegliere di assistere con ventilazione meccanica. Scegliere cioè chi ha più probabilità di farcela. Ho usato questa espressione: siamo lontani dalle scialuppe di salvataggio dove i primi a salire erano i vecchi, le donne e i bambini. Ma sa che c’è? In periodi come questo scopriamo eroi moderni come gli operatori sanitari, i volontari, gli addetti ai servizi pubblici, ma emergono anche tutte le pecche del sistema sanitario reduce da decenni di tagli. A loro va tutta la mia solidarietà, sono stato in reparto tanti anni, per tutelarli si poteva certamente fare di più”.

“Anche sulla chiarezza delle informazioni e sui dati si poteva fare di più?”

“Guardi si fa confusione anche sulla differenza tra letalità e mortalità. La letalità è la percentuale di morti per una data malattia (in questo caso morti da coronavirus) rispetto al numero dei contagiati. La mortalità è il numero di morti rispetto alla popolazione generale. Partendo da tale differenza sostanziale e analizzando i dati forniti dalla Protezione Civile, emergono dei dati che, almeno, rincuorano da alcuni punti di vista: per esempio possiamo affermare che la letalità è più bassa di quanto si pensi e, addirittura, constatare che 4 ottantenni su 5 che contraggono il virus sopravvivono.

Non si possono fare paragoni con la popolazione cinese per una serie di ragioni, ma sapeva che in Cina è sopravvissuto, guarendo, un ultracentenario?”

Io non lo sapevo, sono andata a cercare la notizia e confermo che nonno Zhou, questo il suo nome, è guarito a 101 anni e alle infermiere del terzo ospedale di Wuhan ripeteva “Non prendetevi cura di me, fate il vostro lavoro”. Un caso eccezionale, certo, ma a mantenere alto l’umore di questo racconto ci pensa ancora Dottor Putzu che ci dice:

“Non è il momento delle pacche sulle spalle, ma di seguire la scienza. In questo caso, in particolare, la geragogia ci viene incontro, la branca della geriatria che, dispensa consigli pratici per invecchiare bene”.

A tal proposito ecco Ecco un sintetico decalogo di sopravvivenza per gli anziani autosufficienti (il 75% degli over 75), al di là dei classici e utili consigli sugli stili di vita salubri, nel rispetto delle attuali restrizioni.
1. Non rinunciare ai nostri sogni e progetti futuri, a qualsiasi età. L’anziano ha un futuro
che può essere particolarmente lungo, soprattutto nella nostra isola. I dati ISTAT 2018
dicono che in Sardegna un 74enne ha una speranza di vita media, con il 50% di
possibilità di superarla, di altri 17 anni, un 84enne di quasi 10 anni, un 94enne di 4
anni e mezzo. Non viviamo alla giornata ma viviamo la giornata con i nostri ricordi,
anche nostalgici, le relazioni, gli affetti, gli interessi e le incombenze del presente
accompagnati da una certa proiezione nel futuro, senza rinunciare alla progettualità, a
cosa faremo nei giorni e mesi dopo il Coronavirus.”
2. Alzarsi la mattina secondo le proprie abitudini, preparandosi come se si dovesse
uscire, evitando di restare in pigiama.’
3. Riprogrammare la giornata e la settimana, rispettando gli’orari. Ogni giorno può essere
dedicato a una attività principale aggiuntiva rispetto all’inevitabile routine, come
riordinare la libreria, mettere a posto i documenti arretrati, cucinare un piatto
sofisticato, ascoltare quell’opera preferita. È fondamentale alternare attività sedentarie
culturali e ludiche con attività motorie praticabili in casa (cyclette, flessioni, arti
inferiori, mobilizzazione articolare, passeggiate nell’andito…).
4. Esposizione ai raggi solari, possibilmente all’aria aperta in un terrazzino e balcone. La
luce solare è un potente antidoto contro l’osteoporosi, la depressione e l’insonnia (light
therapy).
5. Ricordarsi di bere almeno un litro e mezzo d’acqua anche quando non si ha sete perché
con il passare degli anni il senso della sete è ridotto (ipodipsia). Insieme a una dieta
equilibrata, con la giusta percentuale di frutta e verdura, servirà a contrastare la
possibile stitichezza secondaria alla riduzione del movimento.

6. Se si vive soli, mantenere o incrementare le relazioni amicali a distanza, utilizzando il
telefono, internet e i social o il balcone (per chi può). Sfruttiamo l’opportunità del
maggior tempo a disposizione per contattare un’amico o un parente che non sentiamo
da parecchio tempo. Se si vive in compagnia condividiamo spettacoli televisivi, musica,
giochi, attività domestiche. Potremmo scoprire nel familiare un nuovo amico.
7. Internet, con i giusti intervalli, rappresenta un mezzo fondamentale per collegarsi con
il mondo, per intraprendere viaggi virtuali (visitare musei, città d’arte e località
amene) e per i contatti sociali. Se non siamo esperti digitali e abitiamo con un nipote,
facciamoci istruire da lui (alfabetizzazione digitale). Attenzione alle fake news e ai
troppi stimoli attentivi.
8. Approfittare del vantaggio di possedere un animale domestico per prestargli maggiore
attenzione e, se è un cane, portarlo fuori casa per i suoi bisogni con brevi passeggiate
vicino all’abitazione rispettando le distanze (non è una scusa per allontanarsi!).
9. Seguire con particolare attenzione le prescrizioni farmacologiche e i consigli del
proprio medico curante, non fidandovi delle notizie che provengono dai social o dalla
televisione. Un esempio di cattiva informazione, frequente in questi giorni, è la spinta a
utilizzare polivitaminici o sali minerali in caso di stanchezza, in genere di scarsa utilità
e potenzialmente dannosi. I sali di potassio possono essere pericolosi se usati senza
un’accertata carenza nel sangue e una prescrizione medica.

10. Facciamo in modo che la triste esperienza del Coronavirus (passerà come tutte le altre
epidemie!), con la sua riduzione dei contatti, ci renda più aperti al prossimo e più
rispettosi dell’ambiente. Siamo degli animali sociali che non possono fare a meno degli
altri soprattutto se siamo vecchi, tanto che un’recente studio epidemiologico sui’fattori
che determinano il benessere psicofisico giunge alla conclusione che: “Le relazioni
sono più importanti del colesterolo”.

Ringraziando il Dottor Putzu per la disponibilità ricordiamo insieme a lui che la sezione Sardegna dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria www.psicogeriatria.it in collaborazione con la Geros – Onlus Cagliari – ha attivato da alcuni giorni una linea telefonica relativa al progetto “Telefono anziani, supporto psicologico e clinico”. Il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine dei Medici della provincia di Cagliari e dell’Ordine regionale degli Psicologi.
I riferimenti sono:  Associazione Italiana di Psicogeriatria “Telefono Anziani, supporto psicologico e clinico” – 3714386522 – Tutti i giorni dalle 16 alle 18.
Volontari psicologi e geriatri esperti nelle problematiche psicologiche legate alla solitudine, ansie, fobie e difficoltà relazionali degli anziani garantiscono un supporto telefonico con consigli di tipo geragogico e psicoterapeutico.

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Maria Barca

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