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IED CAGLIARI ALLA MILANO DESIGN WEEK CON UN OMAGGIO A EVA MAMELI CALVINO

L'installazione a Milano

La sede cagliaritana dell’Istituto Europeo di Design porta alla Milano Design Week 2022 (6-12 giugno) una riflessione sulla tutela della biodiversità e sulle minacce ambientali provenienti dagli incendi con “Un cinguettio che rompe il silenzio2, installazione che parte dalla vita e dalle ricerche botaniche di Eva Mameli Calvino, prima donna italiana a conseguire la libera docenza presso una Università, nonché direttrice dell’Orto Botanico di Cagliari. L’installazione degli studenti di IED cagliari, è visitabile fino al 12 giugno al BASE Milano (via Bergognone 34, I piano) all’interno di Exhibit.

Il progetto è parte di Absolute Beginners, iniziativa che ha coinvolto centocinquanta studenti delle sedi del Gruppo IED in Italia, Spagna e Brasile: i futuri designer rendono omaggio a 10 donne che con il proprio genio creativo e la propria lotta di genere hanno lasciato una personale ma indelebile impronta nella storia, dando così voce ad un dialogo fra i giovani creativi, debuttanti assoluti di oggi, e dieci donne considerate absolute beginners per il loro pensiero visionario.

Il progetto cagliaritano “Un cinguettio che rompe il silenzio”si ispira al libro ‘Gli ausiliari dell’agricoltore’, scritto da Eva Mameli Calvino nel 1933 e indirizzato “a tutti i bambini d’Italia”. Il volume sottolinea l’importanza della presenza degli uccelli in natura, anello delicato e fondamentale per garantire il processo di disseminazione e controllo parassitario in campagna e nelle città. Per aiutare le specie autoctone a sopravvivere e riprodursi, Eva suggeriva a tutti i bambini di costruire delle casette dedicate proprio agli amici alati. Da qui l’idea dei sette studenti di creare delle composizioni di casette per uccelli capaci anche di raccontare al loro interno le potenzialità, i pericoli e le devastazioni ambientali di cui siamo testimoni attoniti. Il visitatore si trova di fronte a dei piccoli mondi da ‘spiare’ attraverso il foro di ingresso, capaci di stimolare vista, udito, olfatto e sensibilità di chi si avvicina. Un QRCode rimanda alle istruzioni per costruire autonomamente la propria casetta per uccelli. Controcanto a questa composizione è una parete in parte bruciata che emette fumo, a ricordare una Sardegna attaccata dagli incendi, in un rimando ad un contesto globale dove è tutto il Pianeta che brucia.

Gli studi preparatori al concepimento e alla realizzazione del progetto hanno visto gli studenti autori Edoardo De Muro, Francesca Serra, Erika Ugo (Interior Design), Davide Angioni, Simona Vacca (Media Design), Federico Martis e Alessandro Pittau (Product Design) dialogare con diverse realtà del territorio cagliaritano e sardo, in uno scambio fondamentale per gli spunti propedeutici alla fase progettuale.

Sotto la guida della Coordinatrice di Progetto Paola Riviezzo e con la collaborazione di Emanuele Tarducci, gli studenti si sono avvicinati alle tematiche della botanica dialogando con l’Hortus Botanicus Karalitanus e con il suo direttore Gianluigi Bacchetta, in un confronto sui temi della sostenibilità ambientale e del valore della ricerca che viene fatta negli orti, proprio fece a inizio Novecento Eva Mameli Calvino.

Fondamentale, nell’approfondire la figura della scienziata, è stato il supporto della dottoressa Maria Cristina Secci dell’Università degli Studi di Cagliari, una delle massime esperte della Mameli Calvino soprattutto in merito al suo periodo cubano. Secci ha avvicinato il gruppo di futuri designer IED alla figura e alla storia della ricercatrice fornendo documenti e manoscritti originali anche rarissimi, fino ad arrivare alla fonte di ispirazione primaria, il volume del 1933 dal titolo “Gli ausiliari dell’agricoltore”.

I micro boschi bruciati, parte dell’installazione, sono stati realizzati con legno provenienti dall’area di Montiferru, recuperati dalla distruzione degli incendi del luglio 2021 e forniti grazie al contributo dell’Agenzia Regionale FoReSTAS, a testimoniare la tragedia e ad accendere al contempo luci di consapevolezza sui pericoli ambientali. Preziosa la collaborazione, nella fase di studio preparatoria, con i Vigili del Fuoco della Regione Sardegna, che hanno fornito immagini originali degli interventi sul territorio e dati puntuali su danni ed estensione degli incendi. Un ringraziamento per il contributo va infine all’archeologa Giulia Balzano.

LE ALTRE INIZIATIVE. Parallelamente ad “Absolute Beginners” IED Cagliari partecipa anche a “Strutture leggere per pensieri concreti” – 10 anni di Milano Makers (6-13 giugno presso l’Università degli studi di Milano, sottoportico cortile d’onore). La mostra celebra i primi dieci anni di Milano Makers, associazione che promuove le attività di carattere sociale, civile e culturale che ruotano intorno al tema delle autoproduzioni. Per l’occasione IED Cagliari espone una selezione di prodotti del progetto Sulcis Lab curato da Olga Bachschmidt, realizzato dagli studenti di Product Design coordinati da Annalisa Cocco in collaborazione con Rotary Club di Cagliari, Carbonia e Iglesias.

Sulcis Lab ha promosso una sinergia tra gli artigiani del Sulcis e i giovani designer che propongono forme e modelli innovativi in collaborazione con le risorse dell’artigianato locale. Una iniziativa importante che intende attivare un processo di valorizzazione del prodotto e del territorio e creare un network di imprese dell’artigianato artistico e tradizionale in un territorio che ha subito la chiusura di diverse aziende del polo industriale di Portoscuso.

Questa collaborazione tra studenti della sede IED di Cagliari e alcuni artigiani di vari settori manufatturieri ha dato vita a una collezione di oggetti dedicata alla tavola. Tra quelli selezionati per l’esposizione a Milano ci sono il piatto e sottopiatto in argilla bianca della “Linea Adagio” di Francesco Diomedi che si ispira alla gestualità di chi lavora l’argilla e che richiama i gesti delle donne sarde nel plasmare la pasta del pane; la bottiglia “Fil Rouge” di Sarah Lombardi, un filo rosso che lega la durezza del passato rappresentata dalla parte in biscotto (nell’arte della ceramica l’oggetto dopo la prima cottura) e le linee più attuali e più moderne, legate a una finitura lucida. Per il tessile infine il runner “Mì” di Marianna Concas rimanda alla figura della tradizionale bisaccia sarda, realizzato in cotone su telaio con la tecnica dei pibiones. Tre pezzi unici ispirati alla tradizione della Sardegna, di cui l’Istituto Europeo di Design ha curato il design dei prodotti, la selezione degli artigiani e dei laboratori, oltre alla creazione del concept generale del progetto sul food.

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