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Palestre chiuse, lottatori che non gettano la spugna
C’È UN’ALTRA FACCIA DELL’ITALIA DEVASTATA DAL COVID OVVERO LE PALESTRE
Oristano

Proprio quando lo sport si riaccende il Governo lo spegne

I media italiani da giorni echeggiano le urla di protesta dei ristoratori, lasciando aperta solo una piccola finestra per i gestori delle palestre e di impianti sportivi. D’altronde anche questo settore è entrato nel mirino del nuovo dpcm il quale causerà non pochi danni alle categorie.
Impegno, costanza, benessere psicofisico sono parole che vengono ripetute a mente come un mantra dai frequentatori di queste strutture. Persone a cui lo sport ha dato tanto e che come sappiamo offre una prospettiva ai ragazzi sofferenti delle periferie. Un mondo il cui futuro è sempre più minacciato proprio come i suoi utenti.
Per capire al meglio i disagi e la situazione riportiamo la testimonianza di Cristian Caboni, direttore tecnico dell’A.S.D. Cerbero Gym, palestra che fa propri i principi sopracitati.

Qual’è la situazione al momento?
“Purtroppo abbiamo speso dei soldi inutilmente per l’adeguamento alle norme sanitarie, ora ci troviamo nella situazione di dover chiudere proprio nel momento in cui la gente si avvicinava nuovamente.”
Avete lavorato e lavorerete anche voi in smart working?
“Abbiamo lavorato con corsi online durante la quarantena. Il problema è che in questo lavoro bisogna spronare le persone, tutto ciò diventa difficile con lo smart working.”
Avete paura del cambiamento?
“La paura c’è perché non ci sono aiuti e l’affitto non si paga da solo.”
Pensi che lo Stato non vi stia tutelando abbastanza come imprenditori?
“Noi titolari non siamo stati tutelati abbastanza. Se volessero aiutarci dovrebbero prendere esempio da come ha agito la Germania.”
Nel settore avete paura di chiudere?
“Alcuni colleghi sfortunatamente non riapriranno.”

Oltre a Cristian assai tanti si trovano nella medesima condizione. Dovrebbe far riflettere il fatto che essendosi adeguati alle norme igenico-sanitarie in molti non hanno avuto nemmeno un caso positivo al virus.

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For days, Italian media have echoed the shouts of protest from restaurant owners, leaving only a small window open for the managers of gyms and sports facilities. After all, also this sector has been affected by the new dpcm, which will cause considerable damage to the categories.
Dedication, perseverance, psychophysical well-being are words that are repeated in mind by the regulars of these places like a mantra. Sport which has given so much to people and which, as we know, offers prospects to suffering guys in the suburbs. A world whose future is threatened like its regulars.
To fully understand the inconvenience and the situation, we report the testimony of Cristian Caboni, technical director of the A.S.D. Cerbero Gym.

What’s the situation right now?
“Unfortunately we have spent money in vain for the adjustment to health standards, now we’re in the situation to close again. Just when regulars were coming back.”
Have you worked in smart working and are you going to work on it?
“We worked with online courses during the quarantine. The problem is that in this work people must be pushed, all that becomes difficult by smart working.”
Are you afraid of change?
“I’m afraid just because the Government doesn’t help us and we must pay the rent.”
Do you think Government is protecting you enough as entrepreneurs?
“We entrepreneurs have not been protected enough. If they want to help us they should follow the German model.”
Are you, in the sector, afraid of closing?
“Some colleagues unfortunately won’t open anymore.”

Besides Cristian, many gym-owner are in the same condition. It should make us reflect that, having they adapted the gyms in respect of sanitation standards, many of them never had a positive case of Coronavirus.

Davide Camba

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