Italia Eventi 24
LinguaIT
VINO E OLIO, IL TERRITORIO È UN VALORE DA COMUNICARE SECONDO I SOMMELIER E GLI ADDETTI AI LAVORI
Berchidda

Foto di gruppo AIS

ANCHE IN SARDEGNA GIORNATA NAZIONALE DELLA CULTURA DEL VINO E DELL’OLIO PROMOSSA DALL’AIS

Dall’inviata Manuela Vacca

Chi vuole promuovere le eccellenze del vino e dell’olio deve essere consapevole che il territorio di provenienza ha un valore che deve essere comunicato al mondo. Ma per farlo bene occorre mettersi in gioco, promuovere dubbi, guardare fuori e trarre ispirazione, tenere sempre aperto il canale del dialogo tra addetti ai lavori, sedersi nuovamente al tavolo del confronto per ragionare su una strategia comune. Oltre che crescere, con cura e amore, le nuove generazioni affinché sappiano fare sempre meglio.

Di questi valori si è parlato, domenica 8 maggio, in occasione della dodicesima edizione della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio organizzata dall’Ais, l’Associazione italiana sommelier, che così porta avanti l’impegno di promozione culturale assunto con i Ministeri all’Istruzione, alla Cultura e all’Agricoltura. È stato il Museo regionale del vino di Berchidda, alla presenza anche del sindaco Andrea Nieddu, a ospitare il convegno ideato dalla delegazione Gallura dell’Ais, sotto la guida esperta della delegata Attilia Medda, in collaborazione con l’Ais regionale e il suo presidente Roberto Dessanti.

In ballo ci sono gli scenari del mercato, incluso quello turistico favorito dalla normativa dell’enoturismo. «Il vino potrebbe essere un sistema chiuso, che basta a se stesso e noi amanti del vino potremmo limitarci a stare all’interno del recinto. Ma la nostra scelta è stata di non interpretare il discorso vino e olio in questo modo – ha affermato Dessanti -. Siamo partiti dalla considerazione che vino e olio nascono in un contesto economico, culturale e sociale di cui non si può non tener conto in quanto gli aspetti non sono solo quelli tecnici ed enologici». Si punta anche alle nuove generazioni: la collaborazione con le scuole è già avviata. Ecco la partecipazione al convegno delle ragazze e dei ragazzi dell’Agrario Pellegrini di Sassari e dell’Alberghiero Costa Smeralda di Arzachena. «La loro presenza qui oggi è già un risultato», ha aggiunto il presidente regionale dell’Ais.

Secondo la delegata Attilia Medda è fondamentale tornare alla formazione a tutti i livelli. Di più: assicurare una puntuale formazione permanente per riuscire a comunicare il valore del territorio. «Viviamo di turismo, viviamo di bellezza e ricchezze ambientali ma non riusciamo a comunicarle o le comunichiamo male o in maniera distorta», le sue parole alla platea con un chiaro invito a fare rete, prima di passare il microfono ai relatori. Significativo che la prima a parlare sia stata l’archeologa e guida turistica Paola Mancini: ha accompagnato i presenti in un viaggio che affonda le radici nell’età della pietra per restituire l’immagine di un territorio vocato per il vino, come mostrano i resti della fattoria romana sul Rio Padrongianus, a Olbia.

Questo territorio va perciò comunicato persino nei marchi di tutela. In effetti ci sarebbe pure la denominazione “Colli del Limbara Igt” e non solo “Isola dei Nuraghi Igt”. Sono nate lo stesso anno e troppo spesso si sceglie la seconda a scapito della valorizzazione dello specifico territorio della prima. Sul tema si è soffermata Daniela Pinna, produttrice con in squadra una bella componente femminile e presidente del Consorzio del Vermentino di Gallura Docg. «Il mondo del vino è fatto di gente che vuole sapere di più. Si deve conoscere la cultura e la storia», ha detto, ricordando che il Vermentino è presente in Sardegna ma anche in Liguria, Piemonte, Sud Africa e Australia. Ci sono specificità che fanno emergere la nostra identità, a partire dal suolo di granito, senza limitarsi a raccontare il proprio orticello. «Dobbiamo comunicare come fanno i siciliani e i piemontesi, che narrano l’intero territorio. Dobbiamo parlare di Gallura, che è un territorio del vino, perché parlare solo della nostra cantina non serve a niente», ha proseguito. Il suo è un discorso di visione nel quale chiama in causa anche i vini rossi e la valorizzazione delle denominazioni: «Abbiamo il Caricagiola che ora sta scomparendo e il Muristello che ora va di moda ma che abbiamo sempre avuto. Usiamo anche l’Igt Colli del Limbara e la Gallura diventerà, oltre che terra di bianchi, una terra di rossi».

È amante dei vitigni autoctoni l’enologo Andrea Pala, nominato migliore d’Italia nel 2021 «Sono amante dei vitigni autoctoni, che in Sardegna sono circa 200. Dobbiamo puntare sull’autoctono, fondamentale per narrarne la storia. Il Piemonte parla di Barolo, che è un paesino. La Francia punta su appena quattro vitigni e racconta solo il territorio». E ha affrontato il discorso produttivo: «Viviamo in una regione immensa ma con livelli micro di produzione: l’un per cento nazionale. Quante virgole dobbiamo spostare per vedere quanto facciamo all’estero». Importantissima, poi, la formazione. Per lui la passione è nata all’Università, da un lato grazie ai docenti, dall’altro alla voglia di girare per conoscere i territori. Dalla sua esperienza professionale nelle altre regioni arriva una rassicurazione: «Confrontandomi con il territorio toscano posso constatare che non siamo indietro rispetto a loro. Però dobbiamo far riconoscere al mercato che la nostra terra ha un valore aggiunto».

In una mattinata in cui il vino ha fatto la parte da leone, a puntare i riflettori sull’olio ci ha pensato Angelo Crasta, presidente dell’Oleificio Cooperativo Di Berchidda. «Per l’olio non esiste un discorso se non legato alle peculiarità del territorio. Ancora più evidente del Vermentino perché mentre la vite affonda profondamente le radici, quelle dell’ulivo restano in superficie», ha spiegato soffermandosi sui profili organolettici e salutistici, grazie alla ricchezza di polifenoli. «La cosa più facile del mondo è collegare l’olio al territorio di Gallura. Difficile è comunicarlo», ha concordato insistendo sul fatto che «attraverso questi prodotti possiamo parlare della Gallura e viceversa». Inoltre ha evidenziato gli scenari potenziali nella domanda di olio da parte dei ristoranti e che Berchidda aderisce alle associazioni Città del vino e Città dell’olio. «Bisogna legare il territorio al prodotto vino e olio. Il consumatore deve venire informato in quanto sta acquistando non solo qualità ma anche territorio», ha chiuso.

In platea anche molti sommelier (tra loro il delegato di Ais Sassari Pier Paolo Fiori, che è intervenuto, e Antonio Furesi, curatore della “Guida alle birre artigianali della Sardegna”). Dal pubblico sono arrivati altri stimoli, a partire dagli interventi programmati degli insegnanti degli istituti presenti, che hanno portato all’attenzione le problematiche di formazione dei giovani e di occupabilità. Servirà decisamente più spazio per parlare di olio extravergine, altro patrimonio da saper comunicare. Ma in fondo il presidente regionale Ais aveva augurato in apertura che la giornata fosse un punto di partenza, non di arrivo.

 

Leggi anche:

GUIDA BIBENDA, LE ECCELLENZE PREMIATE

TURISMO DELL’OLIO, LE ESPERIENZE SARDE FINALISTE IN CONCORSO

L’OLIO SARDO TRA LE “100 ECCELLENZE ITALIANE” DI FORBES 2022

NUTRI-SCORE, COME IL VINO ANCHE L’OLIO RISCHIA GROSSO

SardegnaEventi24.it

SardegnaEventi24.it

230 eventi pubblicati

28 notizie pubblicate

0 aziende pubblicate

# Altre Notizie

  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • Google+
  • Youtube
  • Feed

TERRA DE PUNT SRL P.IVA 03794090922

Numero REA: 298042 - Iscrizione ROC: n. 32207

SARDEGNAEVENTI24 è una testata giornalistica registrata presso il tribunale di Sassari n. 1/2018

Sede Legale: Via Anglona 7, 09121 Cagliari

Sede Operativa: Viale Trento 15, 09123 Cagliari

X
en Englishfr Françaisde Deutschit Italianopt Portuguêses Español