Uno dei produttori locali: Lorenzo Demelas, foto di SE24

Nella foto Lorenzo Demelas, uno dei produttori di Mandrolisai Doc di Atzara (scatto SE24)

Dall’inviata Manuela Vacca

Atzara si abbiglia con il decoro caldo dei colori del foliage, su ammalianti colline vitate, lambite da boschi e frutteti. Per la due giorni di Autunno in Barbagia 2022 le strade profumano di caldarroste e formaggio filante e invitante, con un pane morbido a circondarlo sino a quando i denti ci affonderanno il morso.

Lungo le strade del borgo i prodotti autunnali, posati su balle di fieno e rami di vite con gli ultimi grappoli sfuggiti alla raccolta. Anzi, lasciati appesi apposta. Una prospera accoglienza che riserba una promessa di gusto. Poi spiccano, come pietre preziose, i cachi. Il visitatore più goloso arriva a raspollare quei corbezzoli giganti che fuoriescono dalle recinzioni dei giardini.

Colori e luci, nonostante un meteo grigio e moderatamente piovoso che ha spazzato via gli avventori meno resistenti e lasciato posto ai più tenaci, vogliosi di scoprire balli folcloristici e gli abiti tradizionali femminili con il loro copricapo così distintivo, sa tiagiola. Era inevitabile che finisse sulle tele dei pittori nella prima metà del Novecento.

In quel periodo i pittori costumbristi spagnoli Eduardo Chicharro y Agüera e Antonio Ortiz Echagüe sono stati attratti da questo borgo e dal fascino della cultura tradizionale. L’arte si trova al Mama, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Atzara. La collezione, con opere che vanno dall’ultimo decennio del 19esimo secolo fino al 2019, è disposta su più livelli ma la struttura è accessibile a tutti. Evviva. Il prezzo è popolarissimo ed è una tappa da non perdere tra un brindisi e l’altro.

Gli assaggi del vino non mancano. Questo è il Mandrolisai, matrimonio a tre di Bovale sardo, Cannonau e Monica. Giusto lo scorso anno ha compiuto quarant’anni la Doc Mandrolisai, unica in Sardegna ad avere il nome del territorio. Lo ha ricordato la sommelier dell’Ais Attilia Medda in una degustazione guidata di vini territoriali a confronto con alcuni siciliani Etna Doc.

Un evento piacevolissimo, magistralmente condotto dalla sommelier e organizzato nella Casa museo Donna Anna Maria da alcuni viticoltori di Atzara (Famiglia Demelas, Vitivinicola Etzo e Vitivinicola Manca). «Sino a pochi anni fa c’era una sola azienda, Fradiles, mentre in questo momento ci sono nuovi sette imbottigliatori», dice a SE24 Lorenzo Demelas, ingegnere ambientale 34enne che, con il fratello Damiano e la cognata Roberta, è nella generazione dei 30-40enni che credono nel proprio territorio.

Se gli si domanda chi sia il viticoltore tipico, risponde che è quello che ha conosciuto l’esperienza in casa, da genitori e nonni, e ha voglia di portare avanti e migliorare quanto fatto prima dagli altri.

«Attualmente c’è una coesione nuova, voglia di lavorare bene perché si sta prendendo coscienza del potenziale del territorio – prosegue –. La nostra carta vincente è la valenza ambientale: siamo in un contesto che non è replicabile altrove e dobbiamo giocarla con le nostre competenze». E conclude su una comunità in cammino: «Ci sono tanti progetti che vanno nella direzione della valorizzazione del territorio».

Il sindaco Alessandro Corona ne cita due particolarmente significativi per il futuro. «La realizzazione di un’area camper attrezzata per soddisfare un segmento di turisti e visitatori che riteniamo importante e di un servizio di bike sharing orientato alla fruizione del paesaggio e, in particolare, dei vigneti storici – spiega a SE24 –. Questo perché, grazie alla collaborazione con associazioni nazionali come i Borghi più belli d’Italia e le Città del vino, abbiamo registrato un buon interesse per percorsi esperienziali innovativi».

I vigneti centenari di Atzara, con quelli di Sorgono, hanno avuto il riconoscimento di paesaggio rurale storico. Lo chiarisce il primo cittadino: «È un paesaggio che abbiamo valorizzato con la tutela dei vigneti storici ed eroici e che valorizzeremo con il progetto “Longevitas – i vini della longevità”, che coinvolgerà le eccellenze vitivinicole locali e territoriali in un percorso nuovo, di offerta e di fruizione, a vantaggio di chi vorrà vivere il Mandrolisai in modo nuovo e alternativo».

Intanto il flusso di curiosi scorre e si avvicina la sera. Alessandro Corona è soddisfatto: «La nostra manifestazione, per la semplicità e la quotidianità della sua offerta vuole essere un omaggio al vero spirito di Autunno in Barbagia, che nasce come vetrina di un territorio e per l’offerta di prodotti e servizi reali delle aziende locali e territoriali. La nostra mission è questa: garantire la genuinità della nostra quotidianità, mostrando solo ciò è disponibile ad Atzara, a partire dai due elementi fondanti, l’arte e il vino».

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