
Prosegue al Cinema Greenwich d’Essai di Cagliari la rassegna cinematografica “Il lavoro, la terra, il potere”, organizzata dalla Settima Arte sotto la direzione artistica di Antonello Zanda. I prossimi appuntamenti posano lo sguardo su un tema toccante: la scomparsa dei luoghi della cultura e della socialità condivisa. Spazio quindi a due opere straordinarie che invitano a riflettere su come il tramonto di un mestiere o la chiusura di una sala cinematografica segnino l’evoluzione profonda di un’intera comunità.
Il primo appuntamento giovedì 5 novembre alle 18.00 si apre con un incontro speciale insieme al regista Sergio Naitza, giornalista, critico e attento documentarista della memoria storica e cinematografica della Sardegna. Segue la proiezione del suo documentario “L’ultimo pizzaiolo” (2019). L’opera, con musiche originali di Arnaldo Pontis, colma il vuoto lasciato dalla rivoluzione digitale e rende omaggio agli storici proiezionisti delle sale sarde, figure artigianali e silenziose chiamate in gergo “pizzaioli” per la maestria con cui manovravano le pesanti pizze di pellicola. Attraverso preziosi ricordi e testimonianze dirette di operatori che per una vita hanno accudito le macchine in cabina, il film ricostruisce un affascinante e tangibile immaginario d’epoca. Un universo tattile fatto di bobine, manifesti, schermi, poltroncine, odori e gesti codificati, capaci di restituire la dimensione materiale di un cinema d’altri tempi che il progresso tecnologico e i mutamenti sociali hanno lentamente cancellato.
Il percorso prosegue lunedì 9 novembre alle 18.00 con “Goodbye, Dragon Inn” (Bu san, 2003) del maestro taiwanese Tsai Ming-liang, opera introdotta al pubblico da Daniela Stara. Il film rappresenta una struggente e poetica meditazione sul senso del cinema, ambientata a Taipei nei corridoi labirintici del Fu-Ho, uno storico cinema d’essai giunto alla sua ultima proiezione prima della chiusura definitiva. Mentre sullo schermo scorrono le sequenze del classico “Dragon Inn” di King Hu (1967), nella sala semibuia e decadente si muovono spettatori solitari, personaggi pirandelliani in cerca d’autore e presenze evanescenti che sembrano fantasmi del passato. L’opera riflette appieno il rigore formale di Tsai Ming-liang. L’uso sapiente del piano sequenza, le inquadrature fisse di elegante essenzialità e i silenzi eloquenti si uniscono a una recitazione puramente corporea e quasi priva di dialoghi. Il risultato è un racconto visivo di rara bellezza, sfiorato da un sottile humour e intriso di una nostalgica malinconia che evoca la magia irripetibile della visione in sala.
L’ingresso a tutti gli eventi della rassegna è libero e gratuito fino al completo esaurimento dei posti.
La rassegna “Il lavoro, la terra, il potere” è realizzata dalla Settima Arte S.r.l con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna in collaborazione con la Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari e l’Associazione Amicizia Sardegna Palestina.