“L’INCANTO del CIELO STELLATO. STORIA, MITI e CREDENZE della SARDEGNA” di Tonino Bussu alla Biblioteca di Monte Claro a Cagliari
“L’INCANTO del CIELO STELLATO. STORIA, MITI e CREDENZE della SARDEGNA” di Tonino Bussu alla Biblioteca di Monte Claro a Cagliari
Lunedì 15 aprile, alle ore 18.00, a Cagliari, nella sala della Biblioteca di Monte Claro (con ingresso auto da via Romagna ed a piedi da via Cadello 9/b), grazie all’impegno dell’Associazione “Riprendiamoci la Sardegna“, verrà presentata l’opera di Tonino Bussu “L’incanto del Cielo Stellato. Storia, miti e credenze popolari della Sardegna”.
Il pomeriggio culturale verrà aperto dai saluti del Presidente dell’Associazione succitata Paolo Porcella, seguirà la relazione dello storico e letterato Francesco Casula, già noto al vasto pubblico per le sue numerose battaglie e opere sulla lingua e cultura sarda, ed infine interverrà l’autore del libro in questione Tonino Bussu.
Subito dopo si aprirà il dibattito tra i presenti.
L’ingresso all’evento è libero e gratuito.
NOTE sul LIBRO in PRESENTAZIONE
Qualche cenno sull’opera di Tonino Bussu:
I Dolmens, le Tombe di Giganti, le Domus de Janas, le Perdas Fitas, lo Ziqqurat, i Nuraghi, le ciclopiche costruzioni megalitiche in Sardegna, fino agli inizi del secolo scorso possiamo dire che facevano parte delle cosiddette “Civiltà sepolte“, poi è stato anche scoperto che erano in gran parte orientate seguendo il cammino del Sole e le fasi della Luna e che avevano una grande importanza architettonica nel Mediterraneo. E che i Sardi, infatti, come altri popoli antichi, hanno riportato sulla volta celeste i tratti più significativi della loro civiltà, del loro modo di fare e di pensare, della loro vita sociale ed economica, fatta di Frades, di Gurdones, di Pinnetos, di Farches, all’interno di “Sa Via de Sa Paza (la Via Lattea o Muredda), ecc., in quanto il cielo stellato per ogni popolo non è altro che lo specchio della realtà terrena.
Ma che significato avevano tutti questi nomi, vi direte?
Essi non erano altro che i tratti più significativi della nostra comunità proiettata sulla calotta celeste.
I monti dei ‘Sette Fratelli‘, per es., nel Sud-Est della Sardegna un tempo si chiamavano dei ‘Seti Fradis‘, nome con cui gli antichi sardi indicavano l’Orsa Maggiore, altrettanto la costellazione delle “Pleiadi” veniva chiamata dai pastori e contadini sardi “Su Gurdone“, quella del Toro era “Su Pinnetu“, quella del Leone si chiamava “Sa Farche“.
C’era tutta nostra civiltà agro-pastorale e l’economia: sa farche, rappresentava il mondo contadino, su pinnetu il mondo pastorale, su gurdone i viticoltori: pane e casu e binu a rasu, come dice un vecchio e noto proverbio. Veniva rappresentata nel Cielo tutta la realtà economica stilizzata, santificata.
Pertanto leggendo questa opera troverete tante altre curiosità e spiegazioni con la descrizione e lettura del nostro Cielo, secondo la visione che ne avevano i Sardi in base alle loro credenze, i loro proverbi, i racconti e i miti che un tempo erano legati al Sole, alla Luna, ai pianeti, al clima, ai venti e al volgere delle stagioni. E troverete la storia di antichi astronomi e dotti eccellenti, di poeti e letterati, di geografi e scienziati straordinari tra i quali Aristarco, Eratostene, Archimede, Ipparco e Tolomeo e tanti altri che si sono distinti per la loro genialità e creatività.
INFO e CONTATTI
Biblioteca del Parco di Monte Claro
Gianfranco Ghironi
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