Share on facebook
Facebook
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on linkedin
LinkedIn
Share on twitter
Twitter
Share on email
Email

TUTTI in PIAZZA, SABATO 7 MARZO 2026 a CAGLIARI, a SOSTEGNO della SANITA’ PUBBLICA 

07-03-2026
Cagliari - Presso scalinata piazza dei Centomila

TUTTI in PIAZZA, SABATO 7 MARZO 2026 a CAGLIARI, a SOSTEGNO della SANITA’ PUBBLICA 

L’organizzazione è del “Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica“. Partecipiamo in tanti, perché questo settore è di primaria importanza e necessita del sostegno di tutti i cittadini.

DOCUMENTO MOTIVAZIONALE DEFINITIVO del CCSSP
(Diritto alla Salute come Diritto Universale)

PRIMA CONDIZIONE della DIGNITA’ UMANA

“Da anni denunciamo l’emergenza sanitaria in Sardegna e la profonda crisi del Servizio Sanitario pubblico. In sua difesa abbiamo più volte manifestato insieme a cittadine e cittadini, malati, comitati, associazioni, sindaci, amministratori e organizzazioni sindacali.
Oggi la sanità pubblica attraversa una crisi senza precedenti che richiede interventi straordinari. È in atto un progressivo depotenziamento del servizio pubblico a favore di quello privato. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non sono garantiti.
Interi territori sono privi di adeguata assistenza territoriale:
mancano oltre 500 medici di medicina generale e circa 450.000 sardi ne sono privi;
1.
mancano oltre 50 pediatri di libera scelta;
2.
i posti letto e il personale delle strutture pubbliche sono insufficienti;
3.
diversi reparti ospedalieri sono chiusi;
4.
i Pronto Soccorso sono allo stremo;
5.
le liste di attesa impediscono l’accesso tempestivo alle cure e costringono molti cittadini a ricorrere al privato;
6.
circa il 20% dei sardi rinuncia alle cure, pari a oltre 320.000 persone.
È indispensabile una vasta mobilitazione popolare in difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute.
Invitiamo cittadine e cittadini, sindaci, associazioni e organizzazioni sociali ad aderire alla manifestazione regionale a Cagliari di sabato 7 marzo 2026.
È urgente dotare la Regione di un Piano Socio Sanitario triennale adeguato ai reali bisogni di salute, con interventi a breve, medio e lungo termine.

PROGRAMMAZIONE

Occorre riorganizzare le cure primarie per garantire assistenza territoriale, presa in carico, domiciliarità e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.
Il Piano Socio Sanitario Regionale deve essere aggiornato in base alla situazione epidemiologica attuale.
È necessario:
– Riorganizzare l’assistenza territoriale con adatte strutture e personale;
– garantire e rafforzare, con adeguate riconversioni, la piena operatività dei piccoli ospedali nelle aree interne e disagiate (Isili, Lanusei, Sorgono, Ghilarza, Bosa, Tempio e degli altri territori), dove la carenza di collegamenti infrastrutturali efficienti e la distanza dai principali presidi ospedalieri determinano condizioni di reale isolamento territoriale. In tali contesti i piccoli ospedali non costituiscono una scelta organizzativa, ma presidi essenziali e insostituibili per salvare vite, assicurare la gestione delle emergenze e garantire il diritto alla salute delle comunità locali. La loro presenza è irrinunciabile: non è materia negoziabile;
– adottare un Piano regionale per la salute mentale con interventi di prevenzione fin dall’infanzia;
– attivare gli ASCOT solo come soluzione temporanea nelle zone prive di assistenza territoriale, con adeguata accessibilità e orari;
– rafforzare il ruolo dei Distretti socio-sanitari coinvolgendo gli Enti locali nella
– programmazione e nei servizi di prevenzione, diagnosi e presa in carico;
– potenziare i PLUS e il sistema integrato dei servizi alla persona;
– valorizzare gli operatori socio sanitari (OSS) che sono un pilastro fondamentale della sanità ospedaliera. Sono il primo presidio di umanità e assistenza nelle corsie. Non servono soluzioni tampone: cantieri sanitari, agenzie interinali e reclutamenti emergenziali, essi non garantiscono stabilità né qualità assistenziale. È indispensabile procedere con lo scorrimento delle graduatorie concorsuali, valorizzando il merito, la formazione e le professionalità già selezionate tramite procedure pubbliche;
– promuovere l’associazionismo medico e istituire le Aggregazioni Funzionali Territoriali dei medici di medicina generale;
– garantire l’integrazione tra medicina generale, Case della Comunità e continuità assistenziale;
– completare e rendere operative le Case della Comunità con personale adeguato;
– realizzare gli Ospedali di Comunità per le degenze post-acuzie.
– istituire centri di assistenza e urgenza (CAU) territoriali.
– istituire il Registro Tumori regionale e quello del Sud Sardegna, nonché i Registri di patologia e delle malattie rare.
La medicina territoriale deve rappresentare il primo accesso al Servizio Sanitario Regionale.

PARTECIPAZIONE

Il perseguimento e la costruzione della programmazione socio-sanitaria richiedono il pieno coinvolgimento dei Comuni e degli altri Enti locali, dei Comitati di Distretto e delle Conferenze dei Sindaci di ciascuna ASL, al fine di garantire partecipazione, confronto progettuale e scelte condivise.
È fondamentale il ruolo della Consulta regionale per i servizi socio-sanitari, delle associazioni dei malati e degli organismi di partecipazione civica.
Analoghe forme di partecipazione e consultazione devono essere garantite anche a livello di Distretto socio-sanitario, tramite la promozione di Comitati Consultivi Misti (CCM). Ciascuna Azienda Sanitaria dovrà istituire, con proprio provvedimento, un Comitato Consultivo Misto (CCM), quale organismo paritetico e consultivo di partecipazione dei cittadini e delle associazioni,
con funzioni di:
– proposta e consultazione sui servizi socio-sanitari;
– contributo alla programmazione e al miglioramento della qualità assistenziale;
– raccordo permanente tra Azienda sanitaria e rappresentanze della comunità.

PREVENZIONE

Occorre rafforzare la prevenzione primaria e secondaria, ridurre i determinanti ambientali e sociali di malattia, estendere screening e diagnosi precoce partendo dai dati epidemiologici aggiornati.
Potenziare l’Osservatorio epidemiologico regionale. Attuare il Registro Tumori regionale.
È necessario monitorare lo stato di salute delle comunità con indagini epidemiologiche territoriali, in particolar modo nei siti inquinati, eseguire le relative bonifiche.

LE NOSTRE RICHIESTE

– Riorganizzare la sanità territoriale pubblica e i Distretti, fondamentali presidi di prevenzione e cura delle malattie croniche. Realizzare le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità con adeguato personale. Attuare l’associazionismo medico e l’integrazione tra la medicina generale e le nuove strutture territoriali. Potenziare i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e personale sanitario nei territori scoperti e carenti;
– Approvare il Piano Socio Sanitario Regionale aggiornato per i prossimi tre anni;
Aumentare il bilancio per la sanità pubblica. Approvare un piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri strutturati, con livelli retributivi adeguati e specifici vincoli contrattuali di durata e permanenza territoriale, finalizzati a garantire stabilità organizzativa
e continuità dell’assistenza. Assicurare i posti letto previsti dalla legge nella rete ospedaliera sarda. Istituire il corso di specializzazione universitario per la Medicina generale. Rispettare il principio che assegna alla sanità privata una funzione integrativa, non sostitutiva, del SSR;
– Assumere e stabilizzare il personale OSS già selezionato tramite procedure pubbliche, far scorrere le graduatorie concorsuali;
Abolire il numero chiuso per l’accesso alle facoltà delle professioni sanitarie. Le modifiche attuate nel 2025 per la selezione sono peggiorative rispetto alle precedenti;
– Fare ricorso anche ai medici e agli operatori sanitari stranieri, in questa fase di grave carenza, per garantire prestazioni di qualità;
– Ripristinare la rete di prevenzione e cura della salute mentale fin dall’età infantile e giovanile;
Garantire tutte le figure professionali necessarie per la presa in carico multidisciplinare, orientata ai percorsi individuali di ripresa ed emancipazione sociale;
– Operare la prevenzione delle malattie nei luoghi di lavoro, garantire la salute delle comunità con indagini epidemiologiche territoriali, specie nei siti inquinati, ed effettuare le relative bonifiche. Potenziare il Servizio di Igiene pubblica e medicina veterinaria;
– Rafforzare l’Osservatorio epidemiologico regionale e istituire il Registro Tumori regionale e quello del Sud Sardegna, in uno specifico e autonomo Dipartimento, nonché i registri di patologia e delle malattie rare;
– Rafforzare il ruolo dei Comuni nei Comitati di Distretto e nelle Conferenze dei Sindaci, per una piena “governance” socio-sanitaria a partire dalla necessità di tutela della salute dei cittadini nei territori.
I sindaci devono riacquistare un ruolo decisionale nella programmazione sociosanitaria.
Partecipiamo uniti e consapevoli alla manifestazione regionale a Cagliari, stabilita per il giorno di sabato 7 marzo 2026, con il concentramento previsto alle ore 9.00 circa da piazza dei Centomila (scalinate di Bonaria); per poi marciare uniti, dalle ore 9.30 circa, verso il Palazzo del Consiglio della RAS di via Roma.
Anche la nostra voce deve contare. Vogliamo essere ascoltati dalle istituzioni”.

Firmato “Il Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica” (CCSSP)

INFO e CONTATTI

Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica
Cell. n. 347 346 1583
E-mail: comitatisalutesarda@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/Comitatisardisanitapubblica/

Gianfranco Ghironi

Ex Docente P.I. MIUR - Pensionato - Animatore Culturale ex Coordinatore/Presidente Centro Culturale "Il Circolo" di Cagliari.

Contribuisci anche tu

Crea anche tu nuovi contenuti per SardegnaEventi24.it ed entra a far parte della community!