Il presidente della Fondazione Mont'e Prama Antohony Muronia Firenze

La Fondazione Mont’e Prama è stata protagonista al Salone dell’archeologia e del turismo culturale tourismA . A Firenze ha infatti lanciato la sfida del progetto di sviluppo che comprende non solo i Giganti e la collina di Mont’e Prama, ma tutti i siti della terra del Sinis.

Il mondo archeologico parla di Sardegna, raccontando la storia nuragica e l’archeologia sarda si evolve per realizzare l’idea di un museo a cielo aperto pronto ad accogliere e a raccontarsi, accogliendo il visitatore di qualunque età.

Secondo Anthony Muroni, presidente della Fondazione nata nel luglio del 2021, “Abbiamo la fortuna di essere chiamati a valorizzare un luogo magico, un ecosistema nel quale da migliaia di anni si sono succeduti degli insediamenti umani e dove insiste un parco archeologico naturale di straordinaria bellezza. La sfida è far vivere ai visitatori le suggestioni della natura incontaminata incastonandole con le meraviglie archeologiche”.

Cambia dunque l’offerta museale di Cabras e del Sinis, seguendo lo schema tracciato dalla Direzione generale dei musei della Sardegna. “La prima innovazione – prosegue il presidente Muroni -, è quella dell’apertura, nella prossima primavera, della nuova ala del museo, necessità assoluta per l’impellenza della riunione delle statue che è già di per sé una rivoluzione e il raggiungimento di un traguardo”.

Non è tutto. “I Giganti sono l’epicentro del mistero, della bellezza delle territorio di Cabras ma sono un tassello di una storia molto più ampia e devono essere l’acceleratore per uno sviluppo completo, che comprende il riallestimento dell’intero museo di Cabras e del parco archeologico a cielo aperto, il quale racconta settemila anni di storia da Cuccuru Is arrius per arrivare a Eleonora d’Arborea, così che il Sinis possa accompagnare il visitatore in un percorso cronologico completo”, continua.

Il concetto di museo si fa racconto, espressione di chi ha fatto la storia prima dell’uomo moderno, e diventa vivo esprimendo le vicissitudini delle persone che hanno realizzato quei reperti.

“Ogni sito è un tassello di quel racconto. L’obiettivo è quello di dare una vita nuova al museo civico antico – precisa Muroni – con un profondo intervento migliorativo che comprenda Tharros. Il 2023 sarà l’anno delle novità, delle aperture notturne e dell’investimento sulla didattica, con ricercatori, studiosi e bambini“.

“Vogliamo che sia chiaro – conclude il presidente -, la Fondazione Mont’e Prama non è un’isola, vogliamo avere un rapporto continuo con le altre realtà culturali e archeologiche della Sardegna per uno sviluppo che crei rete e sinergia tra le istituzioni”.

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