Le attrici di Singolare Femminile

Ai microfoni di SE24 l’attore e regista Simeone Latini parla del debutto assoluto della compagnia Scene d’Istanti tra danza, musica e poesia. E dell’importanza dell’arte di occuparsi di sociale


Uno spettacolo sentito dal profondo, urgente che fonde la poesia alla musica e alla danza contro la violenza sulle donne. Si intitola “Singolare Femminile” il lavoro che debutterà domenica 27 novembre 2022, ore 18,30, nel teatro della Scuola Civica di Musica “Pinuccio Sciola” a San Sperate. Per riflettere insieme, a ridosso del 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Si tratta della prima messinscena della compagnia teatrale Scene d’Istanti, nata dai corsi di recitazione di Simeone Latini, voluti dalla scuola intitolata al grande scultore sardo che tanto ha contribuito per la nascita del paese-museo.

«È il debutto assoluto – conferma a SE24 l’attore e regista -. Nei due anni della cattedra di recitazione, da elementi di alcuni gruppi, è nata una compagnia di dodici persone, sei uomini e sei donne. Queste saranno le protagoniste dello spettacolo ma gli altri sei, che sono molto sensibili al tema, sono tutti coinvolti dietro le quinte. E mi interessa che gli uomini si occupino del tema perché il risultato si raggiunge solo se l’impegno è comune».

Sottolinea l’affiatamento del gruppo. In scena sarà «un momento poetico e uno più crudo per mostrare come se ne possa uscire, con la forza di riprendere in mano la situazione e uscire e ricrearsi la vita dopo un processo».

Sul palco Sara Balistreri (flautista e attrice), Angela Cassese (attrice), Loredana Podda (attrice), Roberta Portas (attrice), Rossana Sassu (ballerina e attrice) e Giorgia Spano (attrice). Saranno accompagnate da Roberto Balistreri al pianoforte. Firma le coreografie Julio Alvarez.

La regia è dello stesso Latini, anche direttore artistico della compagnia. «Alcune delle interpreti sono già professioniste della musica e della danza», precisa. E prosegue: «Abbiamo deciso di debuttare affrontando questo tema. Siamo, infatti, accomunati da una serie di argomenti che ci interessano e dall’urgenza di parlarne. Inoltre, a San Sperate esiste una bella organizzazione che ci ha spinto a collaborare e a far nascere il progetto».

L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la Scuola civica, l’Amministrazione comunale, la sezione locale dell’associazione Fidapa BPW, il Centro Italiano Femminile di San Sperate e la Regione Sardegna. Per l’occasione sarà in mostra l’opera, realizzata ad hoc per l’evento, dell’artista Zeno Lecca.

Doveroso intervenire. «I numeri in Italia sono spaventosi», rimarca. Non è la prima volta che si occupa del tema. Per esempio aveva scritto e diretto il cortometraggio “L’ultima volta” con Nunzio Caponio e Maria Chiara Esposito, vincitore della medaglia della Presidenza del Consiglio italiano, per il miglior corto ad argomento sociale. Più di recente ha collaborato con l’associazione Rising di Roma.

Cresce la prevenzione e rispetto al periodo gennaio-novembre 2021, nel 2022 il numero di femminicidi diminuisce (-26,1 per cento, secondo i dati raccolti dalla Direzione centrale anticrimine, che ricostruiscono ogni singolo evento analizzando il movente dell’omicidio). Non si può abbassare la guardia, specialmente per il rischio di “normalizzare” le tragedie. I numeri dicono che le vittime di femminicidio sono il 34 per cento di tutte le donne uccise.

Ogni giorno in Italia 86 donne sono vittime di reati, numero quattro volte superiore alle vittime di sesso maschile. È la persona con cui si vive, nel 35 per cento dei casi, l’artefice di maltrattamenti, di violenza sessuale e di stalking. Poi va ricordato che esistono diversi tipologie di violenza: quella fisica, sessuale, psicologica ed economica. Il 1522 è il numero di pubblica utilità – gratuito, attivo tutti i giorni 24 ore su 24 – anti violenza e stalking.

Anche l’arte può dare un solido contributo. «L’arte ha il dovere di occuparsi di questioni del sociale e le varie discipline artistiche possono mettere quotidianamente la pulce nell’orecchio e far aprire gli occhi – osserva -. È il modo migliore per educare, prendere per mano le persone per guidarle in un mondo che non conoscono e dare la possibilità di sviluppare una coscienza di sé e degli altri».

Per quanto riguarda il pubblico dice che sono cambiate molte cose, perché «la pandemia ha creato timori. Si va a teatro con una tensione diversa verso certi temi e bisogna capire se con la nuova situazione politica ci sarà attenzione per questi argomenti».

L’ingresso è gratuito ma su prenotazione alla mail: segreteriasansperate@tiscali.it. Cento i posti disponibili: «Abbiamo un teatro piccolo, quello della Scuola civica di musica, che si presta a questo tipo di argomento. A un metro dal pubblico, le donne mostrano le proprie paure e le proprie fragilità».

Manuela Vacca

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