Iglesias Wine Experience 2022

Si è conclusa prima edizione dell’Iglesias Wine Experience. L’iniziativa del Comune ha voluto promuovere la cultura dell’enologia locale.

«La cultura del vino nel Sulcis? È presente ma ha bisogno di essere stimolata e indirizzata. Le cantine del Sulcis producono, infatti, vini di alta qualità e non vanno squalificate nelle solite manifestazioni dove il vino viene dato in quantità. Le persone devono essere educate a bere bene, consapevolmente. Devono farsi un’idea di cosa che c’è dentro e dietro una bottiglia di vino ed è quello che ci ha chiesto l’Amministrazione con questa manifestazione». Lo racconta a SE24 Mario Bonamici, presidente di Aps Promo Eventi, uno dei soggetti a cui è stata affidata l’organizzazione della prima edizione dell’Iglesias Wine Experience.

La due giorni, realizzata dal Comune in collaborazione anche con la Società cooperativa Bentuestu, Cadossene e la Fis (Fondazione Italiana Sommelier), è stata ospitata nella villa Liberty dell’Associazione Mineraria Sarda. Il luogo è una cornice idonea per eventi di questo tipo.

Per il Consiglio di presidenza era presente Martina Fanari che, dando il benvenuto agli appassionati e ai curiosi delle masterclass, ha sottolineato l’apertura dell’associazione alle collaborazioni per iniziative comunali.

Ecco che il viale di ingresso – illuminato al calar del sole – si è prestato alla geometria degli stand. E nei giardini i visitatori si sono accomodati ad ascoltare la musica e a socializzare con un calice in mano (i vini in degustazione sono stati presentati ai banchi da una nutrita squadra di sommelier). Gli interni della palazzina dei primi del Novecento hanno invece accolto gli incontri con gli esperti.

Il sommelier Fabrizio Livretti in una delle masterclass

A guidare la scoperta dei vini l’ultimo giorno c’era il sommelier Fis Fabrizio Livretti. «Si parte da una certezza assoluta: il Carignano, che rimane sempre il fiore all’occhiello», ha detto l’esperto a SE24 a margine della masterclass a cui hanno preso parte anche alcuni dei viticoltori per parlare della nascita delle proprie realtà.

«Abbiamo avuto modo di assaggiare il Carignano anche nel blend con altri vitigni di complemento, in questo caso Alicante, Merlot e Syrah. Ma elemento comune rimane l’eleganza e la qualità dei vini riscontrata in tutti gli assaggi e questo è motivo di orgoglio dei piccoli imprenditori che si stanno affacciando oggi e che stanno investendo nel Sulcis prorio perché credono nello sviluppo di questo territorio», ha concluso Livretti.

Manuela Vacca

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