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RIO POSADA, UN PROGETTO PER DIFENDERE LA RICCA BIODIVERSITÀ
Posada

Kayak- sul Rio Posada

In uno scenario di pregio si studieranno gli eventi estremi e nascerà un osservatorio sulla foce del delta

Fa tappa a Posada la campagna di “Bellezza Italia – Tuteliamo insieme le meraviglie del Paese” promossa da Legambiente e Gruppo Unipol. Obiettivo? Fare in modo che cresca la consapevolezza delle comunità nella necessità di difendere un territorio unico per biodiversità, patrimonio identitario e paesaggistico oggi purtroppo minacciato dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Qui, tra il paese e i comuni di  Bitti, Lodè e Torpè, sorge il Parco naturale regionale di Tepilora che, con quasi 8mila ettari, dal 2017 è Riserva di biosfera “Tepilora, Rio Posada e Montalbo” riconosciuta dall’Unesco. Tre le azioni che verranno realizzate nell’ambito di “Bellezza Italia”: in primo luogo, Legambiente Sardegna condurrà uno studio per analizzare gli eventi climatici estremi verificatisi negli ultimi 50 anni nell’area, prefigurare lo scenario climatico per tutta l’isola e per il bacino del Rio Posada, comunicare le azioni in corso e le buone pratiche per l’adattamento al clima.

Oltre un allestimento tematico per mantenere viva la memoria  sarà costituito un punto di osservazione della foce del delta in legno, inserito armonicamente nel contesto paesaggistico, che andrà ad arricchire le funzioni informative ed educative dell’ex Peschiera consentendo di percepire la complessità della zona umida costiera e di apprezzare la ricca avifauna presente e nidificante nel proprio habitat naturale.

IL RIO POSADA. Infatti il corso d’acqua l’elemento di connessione dell’area protetta, e da un anno l’area della foce, hotspot di biodiversità, è tutelata dalla Convenzione di Ramsar. Gli stagni Longu e Tundu ricevono le acque dolci del Rio Posada e comunicano con il mare tramite la bocca artificiale di Sos Palones, rientrando nella rete stabile di stazioni per la migrazione annuale degli uccelli acquatici. La vegetazione è tipica: giunchi, tamerici, salici, canne che offrono ospitalità a specie faunistiche come il fenicottero rosa nelle sue lunghe soste invernali, la gallinella d’acqua, il cormorano, l’airone cenerino (guardabuoi e rosso), la garzetta e il germano reale. Nel vicino Rio Santa Caterina, inoltre, nidifica il pollo sultano, specie che resiste spontaneamente in Italia nella sola Sardegna.

I PERICOLI. Ma in tale contesto gli effetti della crisi climatica appaiono più evidenti che in altre aree. In quanto particolarmente esposta agli eventi climatici estremi, l’asta del Rio Posada presenta infatti un alto rischio alluvionale: sia nelle aree più interne, per via dell’abbandono colturale e della ridotta capacità di gestione selvicolturale, sia nella vasta zona umida della foce e nella fascia costiera, segnata dall’incremento della pressione antropica da turismo balneare, tra infrastrutturazione e pratiche di gestione che per anni, in un passato non troppo remoto, non hanno tenuto conto degli equilibri ecologici, come nel caso dello spianamento delle dune a vantaggio della spiaggia fruibile. Instabilità dei versanti, accumulo di biomassa su grandi estensioni, erosione dunale con conseguente perdita di resilienza rispetto agli assetti idrogeologici sono i fenomeni di maggiore rilevanza osservati.

“Fino a oggi, dopo ogni evento climatico estremo, la natura e il lavoro della comunità hanno consentito di ripristinare uno stato d’equilibrio: questa capacità, tuttavia, genera un’interruzione nella memoria collettiva e nella consapevolezza diffusa, dal momento che pochi mesi dopo le catastrofi non rimane traccia del dramma vissuto dal territorio, specie nella sua componente ambientale. – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – Su questo fondamentale fabbisogno di conoscenza vuole agire il nostro progetto, affinché nella disponibilità di tutti, residenti e turisti, adulti e bambini, rimangano prove tangibili della fragilità del territorio e una sollecitazione a risposte collettive e coscienti”.

“Con questo progetto confermiamo il nostro interesse a comprendere meglio gli effetti del cambiamento climatico, per stimolare azioni orientate a potenziare la resilienza dei nostri ecosistemi – afferma Maria Luisa Parmigiani, responsabile Sustainability del Gruppo Unipol – Il luogo, di pregevole biodiversità, permette inoltre di cogliere le sempre maggiori connessioni tra il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, la prossima sfida che dovrà essere considerata nelle valutazioni del settore finanziario”.

“L’area circostante l’ex Peschiera è una vera e propria piazza affacciata sulla zona umida, le dune e la spiaggia, la cui bellezza nasconde agli occhi dei più le fragilità legate ai cambiamenti climatici e ai sempre più frequenti fenomeni di dissesto – sottolinea Sara Marongiu, assessora all’Ambiente del Comune di Posada – Riteniamo fondamentale che un luogo così attrattivo si faccia carico di una missione educativa su cui convergono felicemente gli impegni del Comune, del Parco, di Legambiente e Unipol. Le finalità di questo progetto sono coerenti con quanto attuato negli anni dal nostro Comune, in termini di valorizzazione del paesaggio, tutela della biodiversità, conservazione delle funzioni ecologiche e dei servizi ecosistemici”.

(Red.)

Redazione SardegnaEventi24.it

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