Catia Gori, Gegè Telesforo e Sonia Peana nello scatto di Sara Deidda

A SE24 SONIA PEANA, ALLA DIREZIONE ARTISTICA DEL TIME TO CHILDREN

Dalla nostra inviata Manuela Vacca

“Per provare a fare musica insieme la prima cosa da imparare è battere le mani”. La mattina di Berchidda nella quarta giornata di Time to Jazz inizia con i consigli ai giovanissimi da parte del cantante, musicista e conduttore Gegè Telesforo. Sono alcune delle “Riflessioni disordinate di un malato di musica” che hanno dato la battuta di inizio al Time to Children, il progetto patrocinato dall’associazione “Il Jazz va a Scuola” dedicato all’educazione musicale dei bambini ideato da Sonia Peana, che ne è direttrice artistica, con la collaborazione di Catia Gori.

Uno, due, tre, quattro… e inizia il battito all’unisono. Si inseriscono gli strumenti a percussione e ci si lascia catturare dal ritmo. E anche gli adulti seguono divertiti la lezione nello spazio bellissimo “Sa colte ‘e s’ Oltijiu” ricavato detro Sa Casara, ex caseificio oggi sede dell’associazione Time in Jazz.

Da mercoledì 10 e fino al 15 agosto sarà il teatro deputato ad accompagnare bambini, ragazzi e adulti – tramite performance, laboratori di improvvisazione e sensibilizzazione, percorsi sensoriali, proiezioni con accompagnamento musicale, spettacoli – alla scoperta della musica jazz e popolare, degli strumenti musicali, della multisensorialità, della musica come condivisione, insieme a insegnanti, formatori e formatrici, artisti e artiste, compresi alcuni dei protagonisti del festival.

LA MUSICA E I PICCINI. «Lavorare con i bambini? È stimolante, mi diverto e imparo sempre”, confessa a SE24 Gegè Telesforo che, due sere prima a Puntaldìa, aveva tenuto un concerto per la manifestazione diretta da Paolo Fresu. «Grazie al mio lavoro di musicista nel cuore resto un bambino in continua evoluzione, alla ricerca del proprio suono e dell’io interiore», prosegue sottolineando quanto la gioia dei bambini lo riporti alla sua emozione di quando suonava i primi strumenti.

Se gli si domanda cosa serva ai bambini per imparare a fare musica non ha dubbi: «Avere degli strumenti a casa e seguire il loro fonema primordiale e da quello scoprire il ritmo e tutto il resto, il senso della forma e della struttura, il senso armonico e melodico, il senso delle interpretazioni e dell’improvvisazione. E anche il senso dello spettacolo e dell’umorismo che, tante volte, la musica dimentica di avere».

Gegè Telesforo. Foto: SE24

LA DIREZIONE ARTISTICA. Una mattinata perfettamente riuscita che ha lasciato emozionata anche la violinista Sonia Peana: «Abbiamo cominciato con il botto con la musica primordiale», racconta a SE24 la direttrice artistica del Time to children, che alle spalle ha 35 anni di didattica e pedagogia musicale. «Sono molto contenta – prosegue –. Sento come sia un’anima importante e pulsante. Credo che sia il futuro del pubblico nuovo e delle nuove generazioni, a mio parere più sensibili».

Il progetto Time to Children, che ricadendo nei giorni del festival Time in Jazz assume sembianze festivaliere, si affianca al Time to campus. Questo è il progetto che promuove una pratica comunitaria per sviluppare attività educative legate al jazz, scelto come genere principale di didattica musicale per bambine e bambini di una certa fascia d’età.

La musicista svela: «Frequentando il festival dal 2000 mi rendevo conto che serviva una parte dedicata solo ai bambini ma trovare il giusto sostegno per un “festival dentro il festival” non è stato semplice. Tutto è partito grazie all’adesione a un bando ministeriale sulle politiche familiari che ha permesso di far decollare lo scorso anno il progetto con attività e laboratori per bambine e bambini, con la musica legata a linguaggi sempre trasversali».

Nel programma che, mattina e pomeriggio, dedica grande attenzione a improvvisazione e musica jazz e a territorio e ambiente, l’intento è coinvolgere le famiglie frequentatrici del festival che nel frattempo hanno avuto figli. E che oggi possono portarli.

Un momento del Time to children. Foto: SE24

«Jazz e improvvisazione hanno per noi un particolare appeal perché i bambini nascono improvvisatori. Siamo convinti di fare percorsi che avvicinano ai loro generi musicali», spiega la musicista. Dietro quel “noi” c’è una visione condivisa con il marito Paolo Fresu e la collaborazione di Catia Gori che con lei divide anche il direttivo dell’associazione “Il Jazz va a Scuola”, associazione impegnata da due anni, a portare il jazz nelle scuole.

L’importanza della didattica, quindi. «Diamo importanza alla qualità musicale in un lavoro di scoperta e di racconto. L’Italia – conclude Sonia Peana – è la patria della musica ma ancora non sa sfruttare l’educazione musicale nella scuola».

TIME IN JAZZ: IL PROGRAMMA DI GIOVEDÌ. Il festival continua l’11 agosto, alle 21,30 a Berchidda, con il primo concerto sul palco centrale con iltrombettista israeliano Avishai Cohen e il gruppo Big Vicious. La mattina inizia alle 11 alla Pineta di Budoni con As Madalenas e le suggestioni brasiliane. Alle 18, a Loiri Porto San Paolo, Marcella Carboni all’arpa in trio con Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli. Invecea Berchidda tornano le parate della Funky Jazz Orkestra (alle 19) e il Festivalbar con il rock di Patrick Atzori (ore 20). E il cantautore Zamua è protagonista del primo dopoconcerto “Time afer Time”, accompagnato dalla band di Nanni Gaias a mezzanotte. Giovedì ospite anche Nichi Vendola nello spazio libri e parte la rassegna cinematografica curata dal regista Gianfranco Cabiddu.

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