Alcuni fotogrammi delle clip

Tre clip realizzate dal Nas – New Animation in Sardegna per la campagna di comunicazione contro il linguaggio d’odio, il body shaming e il gender gap

Come sensibilizzare i giovani sugli episodi, purtroppo in crescita, legati al linguaggio d’odio, al body shaming (ovvero la pratica di giudicare i corpi altrui per provocare vergogna nella vittima) e al bullismo in senso ampio? Le creative e i creativi di Nas – New Animation in Sardegna, ossia il laboratorio di animatori nato grazie alla Fondazione Sardegna Film Commission, hanno realizzato una campagna di comunicazione voluta dalla Commissione regionale per le Pari Opportunità.

Ecco tre clip animate, da trenta secondi, pensate come video di TikTok e intitolate “Fuoriforma”, “DisParità” e “Lovespeech”. Sono prodotti di animazione in 2D per la fascia d’età tra i dieci e i 14 anni, dove i personaggi hanno la meglio su forme imposte, su modelli prestabiliti e all’odio preferiscono linguaggi d’amore.

La contingenza ha bisogno di grande attenzione per educare gli adolescenti al rispetto, secondo la presidente della Commissione Francesca Ruggiu, che afferma: «Il cyberbullismo e il body shamig oramai sono uno dei fenomeni più allarmanti della rete. Il primo è amplificato dall’ampio utilizzo dei mezzi di comunicazione online da parte dei preadolescenti e adolescenti. La facilità dell’accesso alla rete consente, infatti, al cyberbullo, di commettere atti di violenza fisica e psicologica anche in anonimato, a distanza, senza percepire la frustrazione e il dolore che provoca nella vittima».

Sottolinea l’importanza del linguaggio inclusivo la vice presidente della Commissione, Barbara Congiu: «Vogliamo ribadire il diritto dei ragazzi e delle ragazze di essere ciò che vogliono, al di là del linguaggio omologato e omologante dei social network. La Commissione è impegnata in azioni concrete sul fronte della prevenzione, come questa campagna istituzionale, che volutamente utilizza gli strumenti utilizzati dai giovanissimi e dalle giovanissime, ma con un linguaggio visivo inclusivo, in grado di trasmettere un messaggio positivo».

Nevina Satta, alla direzione generale della Film Commission, auspica la fruizione continuativa e multipiattaforma del prodotto audiovisivo. E dice: «La Commissione della Pari Opportunità ha volto lo sguardo su una generazione poco frequentata, cioè la fascia adolescenziale, e ha chiesto aiuto a noi per creare un nuovo format grazie ai giovani professionisti del lab 3D. Abbiamo creato squadra ampia e avuto fortuna di avere anche la psicologa specializzata Cinzia Secci che ci ha guidato in una serie di proposte dello storytelling».

Foto di gruppo al termine della conferenza stampa

Spiega il target adolescenziale Alessandra Addari, tra le componenti della Commissione Pari Opportunità: «Ho pensato che la Commissione dovesse agire su una fascia di età molto giovane, che si affaccia al mondo ed è influenzata dagli stereotipi. Siccome conoscevo la realtà di Nas ho pensato di riunire questi due mondi, con una collaborazione tra noi donne e i giovanissimi che possono insegnare il linguaggio giusto».

A parlare per gli animatori è Riccardo Atzeni, tra i fondatori di Nas con Chiara Lamieri, Barbara Pirisi e Alessandra Manca: «È un laboratorio permanente in cui dare possibilità ai professionisti isolani di sperimentare un’industria che non si associa alla Sardegna. Questo dà modo di sviluppare le competenze nel territorio». E un linguaggio adatto per i giovanissimi.

Manuela Vacca

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