Il ristoratore Giacomo Cossu

Parla il titolare Giacomo Cossu (nella foto di SE24). Qualche anno fa convinse anche lo chef Antonino Cannavacciuolo

La sessantottesima edizione della Guida Michelin Italia sarà presentata l’8 novembre 2022 ma nel frattempo sono state svelate le anticipazioni delle novità Bib Gourmand, ossia quei ristoranti che assicurano un felice rapporto qualità prezzo nell’altrettanto piacevole esperienza gastronomica

Il grosso dei nuovi ingressi, che si affiancano alle riconferme, si registrano in Lazio, Veneto e Toscana. Però anche la Sardegna può vantare una novità: la trattoria Margherita di Arborea si è aggiudicata la faccina sorridente di Bibendum che si lecca i baffi.

Grande soddisfazione per il titolare Giacomo Cossu che a SE24 dice: «Ho la fortuna di fare un lavoro che quasi quasi non sembra un lavoro. Scelgo le materie prime e quando vedo che le mie scelte sono state vincenti e premiate è motivo di grande orgoglio».

Poco più di cinque anni fa ha dato vita alla sua idea di ristorazione che portasse in tavola la cucina sarda stagionale accanto a quella scoperta fuori dall’isola. «Giro tutta l’Italia e mi innamoro di qualcosa in ogni regione. Questa trattoria nasce, come idea, a Bologna dove le trattorie ti propongono alto livello e porzioni abbondanti», racconta. Per esempio si è innamorato della pasta alla gricia «Qui è molto richiesta. A volte i clienti romani la domandano e dopo ci fanno i complimenti», riferisce fiero.

La trattoria, che fa parte del club“Friends of Maristanis” per le pratiche di sostenibilità e risparmio idrico, è conosciuta nel territorio. «I miei concittadini? Stiamo lavorando bene anche con i paesi limitrofi. Molti scelgono di venire per un pranzo di lavoro», spiega nei giorni in cui sta ricevendo molti complimenti.

Ai fornelli ha messo i due fratelli Alessandro e Fabio Marongiu. Il primo c’è dal principio, il secondo dall’anno successivo. In tavola arriva pane dal forno locale e carasau di Galtellì. L’olio evo è di una premiata azienda di Terralba. Sul muro campeggia l’amore per la sua isola, espresso con le parole di Fabrizio De Andrè.

Uno dei piatti territoriali del menu (foto SE24)

«Quando ho aperto non ho mai pensato ai premi ma ero convinto che, impegnandoci, avremmo potuto diventare molto bravi nel rapporto qualita prezzo». La formula aveva convinto, nel 2018, un cliente illustre.

Lo chef Antonino Cannavacciuolo, in Sardegna per una puntata di “Cucine da incubo” a Terralba, mangiò in trattoria tre giorni di seguito. «Mi disse che erano stati benissimo e che non escludeva di tornare. Il giorno dopo ci hanno chiesto di venire in 25 e abbiamo preparato una cena sarda», ricorda il ristoratore.

Quando gli si chiede cosa sia la felicità dichiara: «Penso che sia difficile essere felici se non si ha lo stomaco pieno e un bel bicchiere davanti». E, a proposito di vini, la sua carta conta una cinquantina di referenze (sarde per il 70 per cento) e una decina di birre, di cui sette sono artigianali e regionali. «Ma ce n’è sempre qualche bottiglia fuori carta» e indica una cassa appena arrivata di una celebre cantina piemontese.

Manuela Vacca

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