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Cento appuntamenti in dieci giorni, tra spettacoli dal vivo, laboratori con le scuole e performance sono in programma a Cagliari nei quartieri di Is Mirrionis, San Michele, Giorgino, Cep e Pirri.

È il festival in luoghi non convenzionali targato LucidoSottile e intitolato “CagliariTiAmo”, da venerdì 20 a venerdì 30 settembre, che prevede un teatro gratuito diffuso nelle botteghe e nelle piazze, nelle case e nei bar, nelle palestre e nei garage. Il fine dell’iniziativa? Restituire agli abitanti di quei quartieri la loro storia, sublimandola con il linguaggio dell’arte scenica.

“CagliariTiAmo” ha vinto il bando per le periferie “Cagliari dal Vivo 2022”, il progetto nato dall’accordo di programma tra il Ministero della Cultura e l’Amministrazione comunale del capoluogo isolano.

È frutto del lavoro ventennale della compagnia di Tiziana Troja e Michela Sale Musio di dare alla cultura massima diffusione, in un ventaglio di luoghi normalmente esclusi dalle rappresentazioni canoniche. Una conseguenza naturale, ammettono le artiste.

«È quello che già facciamo da sempre, perché ci appassiona davvero ed è un progetto fatto con moltissimo amore. Ci riempie il cuore, inoltre, la possibilità di coinvolgere splendidi artisti locali: è bello quando hai un’opportunità di premiare le compagnie sarde», spiega Michela Sale Musio.

Michela Sale Musio e Tiziana Troja. Foto di Michelangelo Sardo

Tiziana Troja torna alla feconda attività del collettivo dell’ExArt Teatro: «Il progetto è figlio anche di quell’esperienza di impegno sociale: rendere l’arte il più visibile possibile e accessibile a tutti, affinché rimanga popolare e non solo destinata a grandi eventi e a pubblico che se la possa permettere».

Il loro è un atto d’amore verso la città. E chiarisce: «In un certo senso si è voluto esagerare con gli eventi programmati perché la città ne ha bisogno. Quindi è anche un atto politico nei confronti della cittadinanza e della cultura».

Le performance e i concerti itineranti avranno una durata di un quarto d’ora, massimo 20 minuti. Un assaggio di quanto si può vivere nei luoghi di teatro. «Ci muoviamo sul suolo pubblico in maniera itinerante – prosegue –. Chi vuole è libero di fermarsi e seguire. Se dici di sì sali sul nostro bus immaginario e scopri il quartiere e luoghi mai visti. E magari chi non frequenta normalmente il teatro avrà voglia di andarci in futuro».

Tiziana Troja sottolinea la presenza dei professionisti che parteciperanno: «Anche la scelta di 60 artisti, tutti di altissimo livello e che sono sempre stati attivi anche nella promozione e diffusione del messaggio che l’arte deve essere alla portata di tutti, è una dichiarazione d’amore per la cultura e la città. Gli artisti presenti hanno capito la spinta sociale del progetto».

Foto di Michelangelo Sardo

Non solo strade e piazze. Per esempio i centri sociali. E per lo spettacolo dedicato alla presenza dei seuesi a Cagliari di e con Elio Turno Arthemalle e Andrea Deidda la sede deputata sarà il bar. C’è, infine, il lavoro con gli studenti. Lo precisa Michela Sale Musio: «Nelle scuole dei quartieri ci sono ragazzi molto preparati seguiti da insegnanti particolarmente illuminati con cui abbiamo instaurato legami nel corso degli anni. Sono alunni che hanno voglia di scoprire e seguire i laboratori».

Ogni sera, dalle 17,30 alle 20, è prevista la diretta streaming dai quartieri di Radiolina condotta da Lele Casini e Andrea Melas che porteranno testimonianze quotidiane con il coinvolgimento sia degli abitanti che degli artisti. «Ci sono storie da raccontare e alle volte questi quartieri si raccontano nel modo peggiore possibile. Quindi serve uno spostamento del punto di vista che permetta una narrazione diversa attraverso il programma degli eventi», conclude.

Tutti gli spettacoli e i dettagli dei luoghi sul sito del festival.

Manuela Vacca

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